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Acqua sospesa, Lorenzin: "Creerebbe problema sanitario"

Roma

Una eventuale sospensione dell'erogazione dell'acqua a Roma, suddivisa per zone e fasce temporali come paventato dall'Acea, potrebbe "pregiudicare gravemente il livello igienico sanitario di tutte le strutture ricettive e di ristorazione della Capitale e di tutti gli uffici pubblici, nonché di tutte le strutture ove vengono alloggiati a qualsiasi titolo gli animali, ma soprattutto potrebbe comportare gravi pregiudizi per l'erogazione dei servizi sanitari essenziali". E' l'allarme lanciato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin rispondendo a un'interrogazione al question time alla Camera.

Ricadute negative. Lorenzin ha specificato che il ministero ha "appreso solo da notizie di stampa dell'adozione, da parte della Regione Lazio, dell'ordinanza in materia di approvvigionamento idrico, in quanto gli Uffici del mio Dicastero non sono stati coinvolti nell'istruttoria che ha portato all'emanazione del provvedimento contingibile e urgente". Dopo aver appreso dell'ordinanza, riferisce il ministro, "ho dato immediatamente indicazione ai miei Uffici di prendere contatti con le Amministrazioni, comunale e regionale, al fine di individuare le iniziative da intraprendere per evitare che le misure di divieto di approvvigionamento idrico possano avere ricadute negative sui servizi sanitari e socio-sanitari erogati ai cittadini romani". Da qui una lettera scritta a Zingaretti e Raggi, in cui Lorenzin evidenzia che "un'eventuale sospensione generalizzata dell'erogazione di acqua nella città di Roma, anche a fronte dello straordinario incremento delle temperature registratosi in queste ultime settimane, potrebbe pregiudicare gravemente il livello igienico sanitario" della Capitale, dove, ha ricordato, si contano complessivamente 5 presidi ospedalieri di base, 11 presidi ospedalieri sede di Dipartimento Emergenza-urgenza Accettazione (D.E.A.) di I livello, 6 presidi ospedalieri sede di D.E.A. di II livello (ivi incluso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù), 29 presidi ospedalieri non dotati di pronto soccorso, per un totale di circa 13 mila posti letto. "Ho, pertanto, chiesto al Presidente Zingaretti e al Sindaco Raggi di verificare accuratamente - nell'ambito delle rispettive competenze - che, pur nell'emergenza, sia assicurata una presenza continua e sufficiente di risorse idriche in tutte le strutture che erogano assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai cittadini, nonché in tutte le strutture ove vengono alloggiati gli animali, nel Comune di Roma Capitale, tale da garantire, senza interruzione alcuna, i servizi sanitari e socio-sanitari essenziali e, soprattutto, di verificare che non sia messa a rischio la salute dei pazienti, nonché il benessere animale". Ieri, ha concluso Lorenzin, la sindaca Raggi "ha sottoposto la mia segnalazione ai vertici di Acea S.p.A., per il seguito di competenza". "Seguirò l'evolversi dell'emergenza idrica e che i miei Uffici collaboreranno con l'Amministrazione regionale e comunale, perché si eviti che tale situazione di emergenza possa arrecare pregiudizio alla salute umana e animale".

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