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Kiev, dopo Al Bano nel mirino anche Cutugno

Ucraina

Dopo  Al Bano, Kiev mette nel mirino anche Toto Cutugno. Un gruppo di deputati della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, ha infatti chiesto al capo dei servizi di sicurezza (Sbu), Vasily Gritsak, di vietare l'ingresso nel territorio ucraino al cantante.    Come riporta il sito ucraino Economistua.com, che pubblica anche la lettera di richiesta firmata dal deputato Viktor Romanyuk, i parlamentari motivano la loro iniziativa con le posizioni filorusse di Cutugno, definito un "agente di sostegno della guerra russa in Ucraina".    Kiev reputa la Russia un Paese occupante dopo l'annessione della penisola della Crimea, avvenuta con un referendum popolare nel 2014, mai riconosciuto dalla comunita' internazionale.

Cutugno. Il cantante italiano - che gode di ampia fama in tutta la ex Urss - ha in programma un concerto a Kiev il 23 marzo. Cutugno si esibisce spesso anche in Russia, sia in concerti pubblici che per party privati; il suo successo è tale che in Russia esiste un consistente gruppo di fan che si fa chiamare "cutugnisti". Nel 2013, Cutugno si era esibito al festival di Sanremo con il coro Aleksandrov dell'esercito russo.    Pochi giorni fa, il ministero della Cultura ucraina ha inserito il Al Bano nella lista nera di personaggi stranieri del mondo dello spettacolo a cui è vietato entrare nel Paese per il loro appoggio alle posizioni del Cremlino.    Il 31 marzo sono previste le elezioni presidenziali in Ucraina.

"Assurdo". Cutugno uomo dell'anno 2013 in Ucraina e oggi invece indesiderato? Addirittura 'uomo dei Servizi'? "E' qualcosa di sconfortante, direi qualcosa di assurdo, inconcepibile...". E' il commento di Danilo Mancuso, manager dell'artista italiano che da 30 anni spopola nei Paesi dell'ex Unione Sovietica.    "E' sorprendente questa presa di posizione - dice Mancuso -  del concerto si sa da mesi, conosco come lavora Toto e quindi da manager ho fatto in modo che ci fosse la 'contaminazione' con la gente e gli artisti del posto. Dovremmo partire il 21, ora vedremo. Certo, è una cosa veramente strana, Toto ha sempre fatto questo tipo di cose, sono 30 anni, e non certo per fare politica, lui è uno dei più amati nei Paesi dell'est europeo".    Ma come spiegarsi questa presa di posizione? "Sono solo beghe politiche da parte di persone che vogliono fare strumentalizzazioni per motivi personali". Il manager dell'artista ha gia' coinvolto l'ambasciatore italiano a kiev, Davide La Sicilia, prendendo contatto con la sua segreteria.

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