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Preso stupratore seriale Sospetti su Villa Borghese

Roma

ROMA Per gli investigatori della Squadra Mobile non sono semplici coincidenze: Cristi Popa, cittadino romeno di 25 anni, potrebbe essere l’uomo che lo scorso 18 settembre ha brutalmente picchiato, violentato e rapinato una clochard tedesca di 57 anni a Villa Borghese, legandole mani e piedi.

Gli agenti, guidati dalla dirigente della IV sezione della Mobile, Nunzia Alessandra Schilirò, sono arrivati a lui sabato sera dopo una caccia incessante. Lo cercavano per tre violenze sessuali ai danni di altrettante prostitute, commesse lungo la Salaria, il 22 e il 27 settembre, e il 5 ottobre. L’uomo le avvicinava, pattuiva una prestazione sessuale e quando si appartava con le vittime, le picchiava fino a stordirle, le legava con i lacci delle loro scarpe o con i loro indumenti e le stuprava, per poi allontanarsi con i loro soldi e i loro cellulari. Un modus operandi identico a quello usato per infierire contro la donna tedesca. In più, le caratteristiche fisiche del 25 enne coinciderebbero con quelle fornite dalla senzatetto.

«Quando lo abbiamo arrestato, la prima cosa che ci ha detto è che lui con lo stupro di Villa Borghese non c’entrava nulla, senza che noi glielo chiedessimo», ha spiegato un investigatore, che ha descritto il 25 enne come estremamente circospetto: «Era molto abile nel mimetizzarsi. Girava su uno scooter Kymco nero rubato, un mezzo che non dava assolutamente nell’occhio». Gli agenti sono risaliti a lui grazie alle testimonianze delle tre prostitute e ai filmati di alcune telecamere di sorveglianza lungo la Salaria. Dopo una serie di appostamenti lo hanno intercettato sullo scooter. Hanno ritrovato nella fabbrica abbandonata dove viveva, a Monterotondo, i cellulari rapinati alle tre prostitute. Il 25 enne è stato arrestato per sequestro di persona, violenza sessuale, rapina e lesioni.

Un personaggo sfuggente il Popa: incensurato in Italia, lavorava saltuariamente come muratore. Nessun legame familiare nè amicizie significative. Ora l’esame del Dna potrà stabilire se la responsabilità della violenza di Villa Borghese sia molto più di un’ipotesi investigativa.

PAOLO CHIRIATTI

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