Conte-Mou, torna il duello Ma Antonio nicchia sul rinnovo

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CALCIO Jose Mourinho  torna ad allenare in Italia a undici anni dal suo trionfo con l’Inter: troverà i “suei” nerazzurri campioni d’Italia e al suo vecchio posto sulla panchina di San Siro Antonio Conte, con cui non è mai corso buon sangue. I due non si amano e questo certo non è un segreto: ambedue caratteri d’acciaio, uno ha bisogno sempre di crearsi un nemico, l’altro ama “il rumore dei nemici”. Le ruggini risalgono alle sfide in Premier League ai tempi del Manchester United e del Chelsea. E non sono mai andate vie. L’anno prossimo, quindi, il rinnovato duello dovrebbe garantire spettacolo.

Dovrebbe, perchè Antonio Conte non ha ancora sciolto ufficialmente le riserve sul suo futuro: il tecnico salentino lo farà al più tardi nelle prossime settimane. I giocatori lo amano (Lukaku ha dichiarato in una intervista a La Tribune «per lui combatterò fino alla morte. Non ci fu la possibilità di lavorare insieme al Chelsea, ma ho sempre pensato che dopo aver lasciato il Manchester United con lui sarei migliorato davvero) ma Conte deciderà in base all’accoglimento delle sue richieste. Che sonono tre. La prima, ovviamente, è che siano trattenuti i big. In soldoni quindi Lukaku, Barella, Bastoni, Lautaro e Hakimi dovranno essere fuori da qualsiasi ipotesi di mercato in uiscita. La rosa, anzi, dovrà essere migliorata con un portiere ed un esterno sinistro di qualità e temperamento. Nella testa di Conte ci sono anche i nomi:  Musso e Silvestri al posto di Handanovic, mentre sulla binario di sinistra i desiderata di chiamano  Emerson Palmieri, Marcos Alonso e Kostic. Conte vuole fare il salto di qualità anche in Europa  e per questo chiede anche un centrocampista che possa portare gol e ad un vice Lukaku efficiente. Passa da qui, secondo l'allenatore, anche la strada che porta alla seconda stella. 

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