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Governo, nel pomeriggio l'ultima resa dei conti

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ROMA Il Recovery plan è passato nella notte in Consiglio dei ministri con l’astensione di Italia viva, ma i venti di crisi soffiano forte sul governo Conte. L’ora della verità è stata fissata da Matteo Renzi per le 17,30 di oggi pomeriggio: l’ex premier ha convocato una conferenza stampa alla Camera assieme alle ministre di Iv, Teresa Bellanova e Elena Bonetti e ci si aspetta, salvo clamorose sorprese, il ritiro della delegazione di Iv dall’esecutivo. «La crisi si è aperta quando con un colpo di mano si è tentato di inserire una norma sulla governance del Recovery mai condivisa», ha detto Bellanova, ribadendo che l’impianto del Recovery plan resta per Iv «totalmente insufficiente» così come resta irrisolto il tema del Mes. «Le nostre decisioni saranno conseguenti e le preciseremo nella conferenza stampa», ha aggiunto la ministra dell’Agricoltura.

La crisi è ad un passo

La rottura dunque non è stata ancora formalizzata, ma il conto alla rovescia è iniziato e la crisi è a un passo. La linea di Conte, che ha convocato due Consigli dei ministri a strettissimo giro, uno in serata sulle misure per fronteggiare la pandemia (con la proroga dello stato di emergenza al 30 aprile) e l’altro domani che dovrà decidere dello scostamento di bilancio per i ristori, resta quella fatta trapelare da Palazzo Chigi: in caso di crisi «sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con Iv». L’attesa dunque è per questo pomeriggio: se le ministre renziane si dimetteranno, per il premier si potrebbe aprire la strada della conta in Parlamento alla ricerca di voti che sostengano l’esecutivo. «Se il presidente del Consiglio è convinto di avere i numeri va bene così, si chiama democrazia parlamentare e noi andremo all’opposizione - ha rilanciato Renzi - non si andrà al voto, sarà un governo Conte-Mastella e noi saremo all’opposizione», ha aggiunto.

Pontieri ancora in azione

Pd e M5s sotto traccia tentano ancora la strada di una crisi pilotata, un Conte ter che possa sbloccare l’impasse. Ma ancora nella tarda serata di ieri il fronte renziano restava fermo sulle sue posizioni: non ci sono segnali di una vera apertura da parte del presidente del Consiglio, si sostiene da Iv, e il premier sta insistendo sulla ricerca di responsabili che possano sostenere l’esecutivo. «Ieri sera abbiamo approvato il piano da 209 miliardi di euro del recovery plan con il quale avvieremo la ricostruzione. L’Italia deve ripartire. Servono serietà e responsabilità in questo momento storico. Tutti facciano un passo indietro per amore del Paese», ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Intanto l’opposizione continua ad attaccare: per Matteo Salvini in caso di crisi lo scenario è quello di un voto anticipato o in alternativa un governo di centrodestra che avrebbe i numeri già oggi. E Giorgia Meloni ha lanciato un appello agli alleati del centrodestra: «Sostenete anche voi la mozione di sfiducia al governo proposta da Fratelli d’Italia - ha detto la leader di FdI - portiamola come iniziativa comune, e chiudiamo definitivamente questo circo».

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