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Scandalo scommesse 150 tennisti indagati

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TENNIS Sono almeno 150 i giocatori coinvolti, compreso un professionista della Top 30 mondiale. Uno scandalo scommesse investe il mondo del tennis, rivelato oggi dai reporter investigativi della Welt e della Zdf. Una vicenda nella quale, secondo il quotidiano e l'emittente pubblica tedesca, è coinvolto anche un giocatore tedesco, nei confronti del quale è stata aperta un'inchiesta. Le indagini, a detta delle due testate, sono in corso da oltre un anno in diversi Paesi, tra cui Belgio, Spagna, Francia e gli Usa. Contatti diretti sarebbero stati avviati con gli inquirenti belgi dalla stessa Fbi. E' il vice procuratore generale del Belgio, Eric Bisshop, a spiegare che l'origine è una sorta «mafia delle scommesse armene che si è allargata su 7 Paesi europei» che e' riuscita ad attuare «truffa in grande stile». Afferma l'inquirente, citato dal giornale tedesco, che a colpire non è solo «la dimensione del caso, ma anche il sistema utilizzato dai manipolatori». In pratica, si costruiscono scommesse sulla base di centinaia di piccole somme, e questo tramite rapporti diretti con i singoli giocatori in loco.

«Questa banda lavora in modo molto strutturato», spiega Bisschop alla Welt. «Ha disposizione persone che si occupano dei conti, altri che riciclano il denaro, e altri che costruiscono i contatti con i giocatori». A livello mondiale, le scommesse sportive nel 2018 hanno fatturato circa 1,6 miliardi di euro, afferma la Welt. Un mercato immenso che ovviamente non poteva non attrarre le organizzazioni criminali, «che in questo campo guadagnano il danaro e lo riciclano».    Il tennis in questo senso si presta in modo particolare, perché è più facile manipolare gli sport individuali e poi perché anche nel tennis, come nel calcio, corrono somme immense.

La Welt e la Zdf hanno sentito anche le testimonianze di alcuni tennisti, tra cui l'argentino Marco Trungelliti, che dice di essere stato contattato pure lui dai "manipolatori", e lo svizzero Joss Espasandin. Ambedue hanno rilasciato delle dichiarazioni presso la Federazione internazionale tennis. Quella di Trungelliti viene citata dalla Welt: «Nella Top 50 dei professionisti mondiali ci sono persone che hanno manipolato dei match. E non si può dire che la truffa avvenga solo in certi ambienti. Avviene dappertutto». Anche Andrea Petkovic, tedesca di origini serbe, ha affermato di esser stata avvicinata dai "manipolatori". Secondo lei, spesso sono giocatori provenienti da Paesi più poveri i primi ad essere contattati, «quelli che non possono permettersi di viaggiare e che hanno bisogno di guadagnare più soldi».

AGI

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