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Stiamo ballando prima dello schianto

politica

Avete in mente la scena del disastro del Titanic, quella precedente all’affondamento, quando i passeggeri ballano nel salone prima dello schianto, delle urla, della nave che s’ inclina dando inizio alla tragedia? Se volete è la stessa immagine di questo paese.
Da tre anni nel Pd tra renziani, bersaniani e dalemiani: su tutto. Sulle riforme, sul lavoro, sulla legge elettorale, su congresso sì e congresso no. A destra per la leadership tra Salvini e Berlusconi, su primarie e non  primarie. Nei Cinque stelle poi, sembra un pollaio o  meglio, un asilo: espulsioni, fughe, cacciate. Grillo di lato, di traverso, sopra, sotto e dappertutto. L’Italia affonda, galleggiando precariamente da almeno dieci anni, lentamente ma inesorabilmente e loro ballano. Zigzaghiamo a vista tra scogli e secche,  tra illusioni e zero virgola. Con il lavoro che manca, i servizi che scarseggiano e i diritti acquisiti nel tempo che si perdono nel mare magnum del chiacchiericcio tv,   tra incompetenze, improvvisazioni e demagogia. Abbiamo ballato tutti i balli del mondo, quelli della speranza e gli altri dell’illusione;  dai   valzer montiani e i twist renziani, i lenti lettiani. Ora, in attesa che qualcuno ci tiri una ciambella, continuiamo a farlo sulle note  gentiliane di un governo al quale molti vorrebbero staccare la spina. “Finché la barca va, lasciala andare”, diceva una vecchia canzone, che terminava così: tu non remare. “ Finché la barca va”, ripetono i politici: “tutti a ballare”.

UMBERTO SILVESTRI
Giornalista e scrittore

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