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Si infiamma lo scontro fra sunniti e sciiti

Medio Oriente

IRAN Si accende lo scontro fra sciiti e sunniti che spacca il mondo islamico in seguito all'esecuzione di un imam sciita considerato terrorista dall'Arabia Saudita. Rotte le relazioni diplomatiche tra la sciita Teheran e la sunnita Riad,siè generato un effetto domino tra i paesi sunniti: Bahrein, Emirati Arabi e Sudan seguono l'iniziativa del regno saudita. Manama, dove una famiglia sunnita governa la maggioranza della popolazione sciita, ha intimato ai diplomatici iraniani di lasciare il Paese entro 48 ore.

Si tratta dell'ultimo sviluppo delle tensioni crescenti tra i due giganti del Golfo, la sunnita Arabia Saudita e la sciita Iran, dopo che sabato è stato ucciso a Riad l'imam sciita Nimr al Nimr e a Teheran è stata data alle fiamme l'ambasciata saudita. In una dichiarazione ufficiale le autorità del Bahrein spiegano che la decisione è stata innescata dal "codardo" attacco contro l'ambasciata saudita a Teheran e "alle crescenti e flagranti ingerenze" di Teheran negli affari interni dei Paesi del Golfo. I governanti del Bahrein sono molto legati a Riad. Nel 2011 solo grazie all'intervento armato delle truppe saudite venne domata una rivolta della maggioranza sciita a Manama. La mossa del Bahrein sarà probabilmente seguita dalle altre petromonarchie sunnite del Golfo e membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo, acuendo sempre più la tensione tra le due grandi famiglie dell'Islam: la sunnita, maggioritaria, e quella sciita. Tra i Paesi del Golfo gli EmiratiArabi Uniti, per il momento, hanno preferito una misura meno drastica di quella presa da Riad e Manama: hanno ridotto il livello delle relazioni diplomatiche e il personale nell'ambasciata. Khartum, invece, ha annunciato che i rapporti con Teheran saranno interrotti "immediatamente".

Il braccio di ferro per la conquista della leadership della regione è in pieno corso. L'Iran, che aveva preannunciato la "vendetta di Dio" contro Riad, ha accusato quest'ultima di alimentare tensione nella regione. Riad, ha affermato un portavoce del ministero degli Esteri, "è alla ricerca di crisi e confronti e tenta di risolvere i propri problemi interni esportandoli e alimentando tensione e scontri nella regione". "Decidendo di rompere le relazioni diplomatiche", aveva affermato in precedenza il vice ministro Hossein Amir Abdollahian, l'Iran "non potrà far dimenticare il grande errore commesso giustiziando un religioso".

Gli spazi di mediazione tra le due capitali per adesso quasi non esistono., Si è fatta avanti senza molta convinzione Mosca, pronta a ospitare un incontro tra i capi della due diplomazie, il saudita Adel al-Jubeir e l'iraniano Mohammad Javad Zarif. L'Algeria ha invitato tutti a evitare una escalation.

Lo scontro non è solo diplomatico, ma affonda le proprie radici in uno scisma secolare che infiamma ancora oggi le folle di musulmani. Due moschee sunnite sono state bersaglio di un'azione terrorista nell'area irachena di Hilla, a circa 80 km da Baghdad. Le moschee sono state fatte saltare in aria nella notte da sconosciuti che vi avevano piazzato degli ordigni. Un muezzin (colui che è incaricato di chiamare i fedeli alla preghiera giornaliera) è stato ucciso a Iskandariyah. 

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