Ucraina
2:23 pm, 23 Settembre 22 calendario

Russia, code ai confini e centri di reclutamento incendiati

Di: Redazione Metronews
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Sono finora almeno cinque i centri di arruolamento militare dati alle fiamme in Russia, da quando mercoledì il presidente Vlaidmir Putin ha annunciato la mobilitazione parziale  di 300mila uomini per inviare nuove risorse in Ucraina. Secondo quanto riporta il sito indipendente Meduza, due uffici di reclutamento sono stati incendiati a Khabarovsk e nella regione dell’Amur questa notte portando a cinque il numero totale. Episodi del genere si erano verificati già a San Pietroburgo.

L’appello di Kirill a morire per la Russia

Il patriarca di Mosca, Kirill, ha esortato i fedeli a non aver paura della morte dopo l’annuncio della mobilitazione parziale in Russia. «Andate coraggiosamente a compiere il vostro dovere militare. E ricordate che se darete la vostra vita per la vostra Patria, per i vostri amici, allora sarete con Dio nel suo Regno, nella gloria e vita eterna». A riportarlo finora è il media indipendente bielorusso Nexta, che posta il video del sermone di Kirill. Nonostante questo continua l’esodo di russi alle poche frontiere aperte. Lunghe code si sono formate ai valichi di frontiera con la Georgia, uno dei pochi paesi vicini in cui i russi possono entrare senza dover richiedere un visto. La Finlandia, che condivide un confine di 1.300 km (800 miglia) con la Russia, richiede un visto per viaggiare e ha anche segnalato un aumento del traffico durante la notte, si parla di 6000 ingressi al giorno, il doppio del normale. Da lunedì i cittadini russi possono entrare nell’Unione Europea solo attraverso il confine con la Finlandia. A differenza delle nazioni baltiche e della Polonia, la Finlandia non ha limitato completamente l’ingresso dei turisti russi con visto Schengen.  Ma secondo le ultime dichiarazione è prevista nei prossimi giorni una stretta.   La Polonia intanto ha confermato che non aprirà le porte ai russi in fuga dalla mobilitazione. «Non permetteremo a un gruppo di russi di entrare in Polonia attraverso i confini, nemmeno a coloro che affermano di fuggire dalla mobilitazione», ha dichiarato il viceministro dell’Interno Maciej Wasik alla radio pubblica polacca.  Citando motivi di sicurezza nazionale, Wasik ha detto che non ci sarà alcuna apertura del confine: non c’è modo di verificare rapidamente se le persone che affermano di essere obiettori di coscienza stiano o meno lavorando per i servizi di intelligence russi. Solo in singoli casi, quando un cittadino russo potrà dimostrare di essere sottoposto a tortura o persecuzione per motivi politici in Russia, la Polonia potrà applicare le norme sull’asilo e garantirgli protezione.

Premi ai moscoviti che si arruolano per la Russia

I moscoviti che saranno mobilitati in Ucraina riceveranno un compenso aggiuntivo per il servizio militare. Lo ha promesso il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin annunciando un bonus mensile regionale di 50.000 rubli (808 dollari) oltre agli stipendi come militari. In caso di grave infortunio, ha aggiunto, verrà pagato un premio aggiuntivo di un milione di rubli, mentre se l’infortunio è lieve riceveranno 500mila rubli. Le autorità di Mosca pagheranno 3 milioni di rubli alle famiglie delle persone che perderanno la vita in Ucraina.

Richiamato il 50% dei dipendenti delle compagnie aeree

Gli ordini di mobilitazione per andare a combattere in Ucraina sono arrivati anche ai dipendenti di almeno 5 compagnie aeree russe, compresa l’Aeroflot, e dieci aeroporti. Lo rivelano fonti del quotidiano Kommersant, rilanciate dal sito indipendente Meduza. Secondo il giornale, molti piloti civili sono riservisti addestrati in passato nelle scuole di volo militari o che hanno servito nell’esercito. Fonti di tre delle tre compagnie ritengono che l’80-50% del personale potrebbe essere mobilitato. Una fonte dell’Aeroflot, ritiene che verrà richiamata più della metà del personale e che questo accadrà anche ad altre due compagnie del gruppo, Pobeda e Rossiya. Nessuna compagnia ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma Kommersant riferisce che i loro vertici stanno valutando la possibilità di chiedere esenzioni per il personale necessario a portare avanti le operazioni. Aeroflot sta già riunendo gruppi di lavoro per stilare le liste del personale essenziale.

Putin dà lui gli ordini sul campo

Intanto a segnalare la situazione di caos secondo fonti dell’intelligence americana e occidentale citate dalla Cnn Putin starebbe impartendo direttamente ordini ai suoi generali sul campo. Un approccio insolito in un esercito moderno. Inoltre, da quanto emerge da intercettazioni di intelligence, sono diversi i generali che litigano tra loro e che si lamentano con amici e parenti sul processo decisionale di Mosca. L’esercito russo appare quindi diviso sulle strategie da adottare per affrontare al meglio la controffensiva ucraina. Il ministero della Difesa russo ha affermato che sta ridistribuendo le forze verso Kharkiv nel nord-est, ma fonti statunitensi e occidentali affermano che il grosso delle truppe russe rimane ancora nel sud, dove l’Ucraina ha organizzato operazioni offensive intorno a Kherson.

 

23 Settembre 2022
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