Can Yaman
4:35 pm, 2 Maggio 22 calendario
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Da Monte Carlo a Roma profumo di Can Yaman

Di: Orietta Cicchinelli
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Da Monte Carlo a Roma, sulle tracce di Can Yaman.

Il fascino discreto di Can Yaman

Inseguendo il turco Can Yaman (mi raccomando la pronuncia che io sbaglio volutamente, e poi capirete perché!) si è concluso il mio personale 19° Montecarlo film festival de la Comèdie. Sbarcata all’aeroporto di Fiumicino l’1 maggio, verso le 16 ora locale, pensavo di aver chiuso il capitolo “gossip” e invece no. Me lo ritrovo, per caso, al ritiro bagagli: questa volta in mascherina però! Nessun fan in agguato, solo lui, il suo manager, una guardia del corpo e… l’istinto del cronista prevale. Scatto foto, faccio video, posto cose al motto di “la guerra è guerra”.  King Rino Barillari docet.

Già perché è davvero frustrante per una giornalista dalla trentennale carriera non poter fare il proprio lavoro. Mai, neppure davanti a top gun-Tom Cruise o sua maestà Quentin Tarantino, tanto per far nomi, mi era capitato di sentirmi dire “Solo le tre domande già concordate. No domande non approvate”. Sì, va be’…ma almeno qualche variante sul tema? Ci provo. Niet! “No foto (ma con i fan sì, ndr.). No video! (idem)” e ci sta. Siamo pur sempre in una specie di conferenza stampa in terrazza vista mare (come Yaman pretende), con tanto di set cinematograficamente allestito, la linea profumo Can Yaman in evidenza e il suo libro in mostra. Ma fuori dal Festival le regole sono le mie. Professione reporter, mi ricorda, più o meno il tesserino dell’Ordine dei giornalisti. E, poi, l’appostamento all’ingresso del Grimaldi Forum di Monte-Carlo aveva già dato i suoi frutti: una marea di fan felici e contente della passerella, fuori programma del loro idolo che firma autografi e si lascia immortalare a piacimento prima, durante e dopo il red carpet ufficiale.

Instagram in tilt per un video “rubato” a Can Yaman

Il mio profilo Instagram (che so a mala pena come funziona) preso d’assalto, tra cuoricini e richieste foto, altre foto, e messaggi che mi definiscono “la donna più invidiata del momento”. Ma stiamo scherzando, dico io!? Sarà che non sono fan di nessuno, quindi non capisco tanta agitazione.

Ma mi diverte. E perché non soddisfare, per una volta, le richieste di chi, dall’America Latina alla Spagna, attraversando l’Italia e l’Europa intera, mi chiede quel che ho letteralmente a portata di mano? Allora non esito tra etica professionale e voyeurismo da fan, e riprendo il mitico Can Yaman (che poi è uno simpatico, oltre a essere obiettivamente un bel tipo) che attende con me e i colleghi festivalieri l’arrivo delle sue valige ricolme del suo stile. “Perché voglio esprimere tutto me stesso in quel che faccio: in tv, come nella moda” è il suo mantra. Ma la star si ritrae infastidita. Pubblico e si scatena un’ira di Dio sui social. Tanto Can Can per nulla!

2 Maggio 2022
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