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Twitter, tre giovanissimi i super "hacker" dei vip

Usa

Tre ragazzi, tutti tra i 17 e i 22 anni, sono sotto accusa per lo spettacolare hackeraggio di metà luglio agli account Twitter di una serie di celebrities, tra cui Barack Obama ed Elon Musk.    In Florida, a Tampa, è stato fermato un 17enne, che è stato accusato tra le altre cose di frode, furto di identità e hackeraggio. Mason Sheppard, alias "Chaewon", 19 anni, domiciliato nel Regno Unito, è stato incriminato con le stesse accuse; Nima Fazeli, alias "Rolex", 22 anni, di Orlando, in Florida, è sospettato di averli aiutati. I tre -ha reso noto Twitter, che ha aperto un'inchiesta sull'accaduto- hanno preso di mira 130 account, twittando da 45 di loro, hanno avuto accesso alla messaggeria di 36 e scaricato dati da 7. L'operazione ha permesso ai tre di raccogliere oltre 100 mila dollari in criptovaluta.

Account famosi.     Tra gli account violati quelli di politici (tra gli altri, il candidato alla presidenza Usa, Joe Biden) e anche Ceo di mega-aziende: il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, il capo di Tesla Elon Musk, o Bill Gates, il fondatore di Microsoft. Gli inquirenti hanno identificato Graham Ivan Clark come la "mente" dell'attacco hacker: il 15 luglio scorso ha violato i profili Twitter di decine di personalità e ha scritto messaggi da quegli account chiedendo agli utenti di depositare bitcoin in conti a lui associati; in tal modo è riuscito a raccogliere più di 100 mila dollari in criptovaluta in un solo giorno. "I crimini di questo individuo sono stati perpetrati usando i nomi di personaggi famosi e celebrità, ma non sono le vittime principali. Questa frode è stata progettata per rubare denaro da migliaia di americani in tutto il paese", ha denunciato il procuratore.

Hacker.   In pratica i tre "hacker" hanno pubblicato una serie di messaggi simili che promettevano di raddoppiare i soldi che gli utenti inserivano in Bitcoin in un portafoglio virtuale di criptovaluta. "Sto restituendo alla community! Tutti i Bitcoin inseriti al seguente indirizzo verranno restituiti in duplice copia! Se invii $ 1.000, ti restituirò $ 2.000. Lo farò solo per 30 minuti", allettava un messaggio nell'account di Joseph Biden. Un messaggio simile sul conto di Jeff Bezos, l'uomo più ricco del mondo, che prometteva di distribuire 50 milioni di dollari, mentre Uber ne annunciava 100. "A causa del Covid-19 stiamo restituendo 10 milioni di dollari in Bitcoin. Tutti i pagamenti inviati al nostro indirizzo verranno restituiti raddoppiati", si leggeva ne messaggio nell'account della società di trasporto. Twitter ha riconosciuto la violazione del suo sistema di sicurezza: i tre ragazzi hanno ingannato alcuni dipendenti, carpendo loro dati attraverso il "phishing". L'hackeraggio stata una spettacolare azione di forza da parte dei tre ma le sue conseguenze avrebbero potuto essere ben maggiori, considerata l'importanza degli account violati, se i loro autori avessero avuto altri obiettivi che non fosse chiedere soldi in Bitcoin. 

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