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Deragliamento di Lodi la pista del pezzo difettoso

Lodi

LODI Si aprono nuovi scenari sul deragliamento del Frecciarossa a Lodi. «La Procura ci ha comunicato il rilevamento di un difetto interno all’attuatore: da prove in campo sembra ci sia un’inversione dei cablaggi interna al dispositivo che si è andato a sostituire». Lo ha detto Marco D’Onofrio, direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie, ascoltato dalla Commissione Lavori pubblici del Senato. «È una prima evidenza, ma non giustifica completamente tutto - ha aggiunto D’Onofrio - noi come agenzia ci accingiamo a fare una procedura di “safety alert” una volta che saranno noti gli estremi del componente e del lotto di fabbricazione. Rfi intanto ha sospeso il montaggio di ulteriori attuatori di questo tipo».

Qualcosa non torna

«Lo scambio era disalimentato - ha spiegato il direttore - dalle prime evidenze, sembrerebbe che non ci fosse il regolare funzionamento del dispositivo appena montato». In sostanza, ha chiarito D’Onofrio, «in caso di problemi lo scambio può essere disalimentato, ovvero non può più essere mosso da remoto, ma deve essere comunque fermo scambiato e in controllo elettrico di posizione. Solo così il treno riceve il via libera». Il produttore del componente dello scambio finito al centro degli accertamenti è la società Alstom Ferrovie, che opera nel settore della costruzione dei treni e delle infrastrutture. E ieri sera si è appreso che Michele Viale, ad della società, è indagato dalla procura di Lodi insieme a Rfi e ai cinque operai. Ad aggravare la situazione, secondo fonti dell’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, la possibilità che si debba procedere ad una verifica di tutti gli interventi di manutenzione effettuati con il componente che potrebbe essere risultato difettoso.

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