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Pil Italia, anche il Fmi taglia la crescita al +0,6%

economia

Dopo Bankitalia anche il Fondo monetario internazionale taglia le stime sul Pil italiano. La crescita, si legge nell'aggiornamento del World economic outlook, si fermerà allo 0,6% nel 2019, lo 0,4% in meno rispetto a quanto fissato nel rapporto di ottobre. Resta invece invariata allo 0,9% la previsione per il 2020. A giustificare la revisione, affermano i tecnici dell'istituto di Washington, sono "la debole domanda domestica e i maggiori costi di finanziamento dovuti ai rendimenti elevati sui titoli di Stato". Il dato per l'anno prossimo, inferiore rispetto all'1% programmato dal governo, è perfettamente in linea con quello pubblicato nel Bollettino economico della Banca d'Italia della settimana scorsa.

Spread. Se lo spread non calerà rapidamente potrebbe mettere a rischio la tenuta delle banche e l'andamento dell'economia italiana, spiega l'aggiornamento del World economic outlook del Fondo monetario internazionale, secondo cui "le preoccupazioni per l'andamento dei titoli di Stato e i rischi finanziari hanno pesato sulla domanda domestica".    In particolare, si legge nel rapporto, "gli spread italiani si sono ristretti rispetto ai picchi di ottobre-novembre ma rimangono alti. Un protratto periodo di rendimenti elevati", avvertono i tecnici dell'istituto di Washington, "metterebbe ulteriormente sotto stress le banche italiane, peserebbe sull'attivita' economica e peggiorerebbe le dinamiche del debito".

Germania. Tra le maggiori economie mondiali, soltanto la Germania subisce un taglio più pesante, pari allo 0,6%. Per l'economia tedesca, specifica il rapporto, i guai vengono dai "fiacchi consumi privati, dalla debolezza della produzione industriale seguita all'introduzione dei nuovi standard di emissione per le automobili e dalla modesta domanda estera". Nel complesso, l'Eurozona subisce una sforbiciata dello 0,3%, per un Pil 2019 previsto in aumento dell'1,6%.

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