Fatti&Storie

L'industria sta volando: produzione 2017 +3%, top dal 2010

economia

L'industria sembra aver  ingranato bene la ripresa: accelera infatti la produzione nel 2017, che nei dati corretti per gli effetti di calendario mette a segno un +3%, quasi il doppio dell'anno scorso (+1,7%) e ai massimi da 7 anni, quando nel 2010 la produzione rimbalzò al 6,7% dopo il tracollo del 2009, l'anno della crisi (-18,7%). Lo rileva l'Istat spiegando che nel 2017 la produzione si rafforza verso la fine dell'anno: +1,6% a dicembre rispetto a novembre e +4,9% su base annua (corretto per gli effetti di calendario, i giorni lavorativi sono stati 18 contro i 20 di dicembre 2016). 

Bene auto. Molto bene la produzione di autoveicoli, che segna a dicembre un rialzo tendenziale del 3,9% (dato corretto per gli effetti di calendario), mentre il dato grezzo dicembre 2017 su novembre 2017 segna un -2,3%. Nell'intero anno la produzione è salita dell'8,1% (dato corretto) rispetto al 2016 (+7,8% dato grezzo). Sul fronte dei settori a dicembre 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+15,6%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+12,1%) e della metallurgia e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+10,1%); diminuzioni si registrano invece nei settori della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-6,1%), dell'attività estrattiva (-3,5%) e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (-2,2%). 

Calenda. "La crescita della produzione industriale per il 2017, che è quasi raddoppiata rispetto a quella del 2016 ed è superiore alla Francia, insieme a quella dell'export che sfiora l'8%, sorpassando Francia e Germania, e quella presentata ieri degli ordinativi di beni 4.0 delle nostre imprese dell'11% dimostra che l'industria italiana ha finalmente ingranato la marcia giusta", ha commentato  il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. "La strada è ancora lunga per diffondere lavoro, reddito e benessere a tutto il paese. Per riuscirci bisogna continuare a operare seriamente su competenze, investimenti e occupazione, respingendo le ricette suicide di chi tra dazi e tasse sull'innovazione riporterebbe l'Italia rapidamente nel pieno della crisi". 

Articoli Correlati
Fatti&Storie