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Indipendenza ma sospesa Pronta la furia di Madrid

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«Prendo atto del risultato del referendum e assumo il mandato del popolo perchè la Catalogna diventi uno stato indipendente in forma repubblicana». È quanto ha detto il presidente della Generalitat Catalana, Carles Puigdemont, nel suo atteso discorso di ieri sera. Poi però ha chiesto al Parlament di Barcellona di «sospendere per qualche settimana» la dichiarazione di indipendenza. Che comunque è stata firmata in tarda serata. L’obiettivo, ha affermato, è quello di «avviare un dialogo» con Madrid. «Faccio appello alla responsabilità di tutti - ha aggiunto Puigdemont e al governo spagnolo chiedo che accetti la mediazione».

La furia di Madrid.  Ma la risposta del governo spagnolo alla dichiarazione di indipendenza "sospesa" dalla Generalit Catalana, è stata la convocazione "domani di un consiglio dei ministri" straordinario alle 9 per decidere se applicare l'articolo 155 della Costituzione che prevede la sospensione dell'autonomia catalana. Lo ha annunciato il vicepremier Soraya Saen de Santamaria, ribadendo il concetto che il referendum del primo ottobre è "nullo" così come "la legge sull'indipendenza" approvata stasera dal Parlament catalano e firmata dal presidente Carles Puigdemont.

Tanti invocano una mediazione. «Al governo spagnolo - ha detto Puigdemont - chiedo di ascoltarci, e se non vuole ascoltare noi, ascolti chi sta invocando la mediazione e i milioni di cittadini che in tutta la Spagna chiedono di rinunciare alla repressione e all’imposizione. All’Unione Europea chiedo che si dedichi alla questione e che si appelli ai suoi valori fondamentali. Non siamo delinquenti né pazzi, non siamo golpisti, siamo gente normale».

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