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Esplosioni ad alta quota Stavolta l'Etna fa dieci feriti

Etna

CATANIA  La lava incontra la neve, i lapilli esplodono, e dieci persone che erano andate ad osservare l’attività vulcanica sono rimaste ferite da frammenti lavici. Si trovavano nelle zone sommitali dell’Etna dove da due giorni è in corso una eruzione, e sono state portate via dalle squadre di soccorso, ma non sono in gravi condizioni. Coinvolti anche dei giornalisti, tra cui una troupe della Bbc, la cui reporter Rebecca Morelle ha raccontato su twitter «Molti feriti - alcune ferite alla testa, ustioni, tagli e contusioni». «Il flusso di lava mista a vapore ha causato un’esplosione enorme, il gruppo qui è stato bersagliato da rocce bollenti e pietre», ha riferito, confidando che si è trattato di un momento spaventoso: «Correre giù per la montagna sotto i colpi delle pietre, schivando massi infuocati e vapore bollente è un’esperienza che non vorrei mai ripetere». «I vulcanologi dicono che è stato l’incidente più pericoloso in 30 anni di carriera», precisa. I precedenti “feriti da Etna” risalgono al 2002.
L’incidente sarebbe avvenuto a causa di un’esplosione freato-magmatica provocata dall’incontro della colata lavica, che si dirige verso la Valle del Bove, con un’abbondante sacca di neve presente in quella zona meridionale del vulcano. Sei gli escursionisti feriti insieme a delle guide e a un vulcanologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che si trovava in quota per verifiche e analisi alla colata lavica. Per tutti e dieci alla fine tanto spavento, solo qualche escoriazione e nessun trauma grave. L’incidente è avvenuto a 2650 metri di quota, in località Cisternazza, lontano dalle piste da sci presenti sull’Etna. «Non una tragedia, spiegano all’ Ingv. L’esplosione è in parte attesa in queste situazioni. La lava tende a sciogliere la neve, che sciolta, vaporizza ed esplode sotto la colata e così i frammenti di lapilli di lava sono proiettati in tutte le direzioni.

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