I presidi: "Il 3 maggio? Classi pollaio non sicure"

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L'ipotesi di tornare in classe il 3 maggio già spaventa i presidi. "Siamo sempre stati favorevoli alla riapertura delle scuola. La scuola vera è in presenza. Uno dei problemi principali, però, che riguarda in particolare le grandi città, sono le classi pollaio. In aule piccole e particolarmente numerose non può essere garantita la distanza di sicurezza. Ci meravigliamo del fatto che il governo non abbia preso in considerazione questo aspetto", ha dichiarato Mario Rusconi, presidente dell'Associazione nazionale presidi del Lazio, parlando dell'ipotesi di  ritorno in classe in presenza al 100% anche per le scuole superiori a partire dal 3 maggio.

"Il problema delle classi pollaio - ha ribadito - non è stato per niente preso in considerazione. Intervenire significa incidere sulle condizioni di sicurezza per impedire la diffusione del virus, ma vuol dire anche avere grande considerazione per il successo formativo dei nostri studenti. In classi con 29-30 studenti, 6 o 7 sono destinati a non seguire le lezioni e quindi ad essere bocciati. La scuola diventa così una grande industria della dispersione". Rusconi ha, infine, spiegato che i problemi della diffusione del virus a scuola sono soprattutto di natura esterna. "All'interno degli istituti le misure di sicurezza vengono mantenute e sono rispettate tutte le regole profilattiche stabilite dal Comitato tecnico scientifico. Il problema è all'esterno. I mezzi pubblici saranno in grado di assorbire in maniera funzionale tutti gli studenti? Gli assembramenti saranno vietati all'esterno e nelle piazze della città?". 

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