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Rivoluzione degli orari Negozi solo dopo le 10,15

Milano

Dopo una settimana di proteste e occupazioni nei licei milanesi, rimasti appesi al tira e molla dei dati che ha costretto in zona rossa e prolungato la Dad, con l’avvio zona arancione lunedì 25 riaprono alcune scuole in Lombardia: tornano in classe le seconde e le terze medie, lezioni in presenza al 50% delle superiori. Non tutti però da oggi, gli istituti hanno alcuni giorni per organizzarsi, la metà resterà ancora chiusa e si andrà a regime in una settimana. «Ci aiuta lo sfasamento degli orari, circa il 35% entra alle 8 e il 15% circa alle 9.30», ha detto il prefetto di Milano Renato Saccone, al termine di una  riunione  con i rappresentanti di Comune, Regione e aziende di trasporto. «Ats Milano è perfettamente in grado di fare il tracciamento e la situazione a scuola sarà monitorata ogni giorno», assicura il prefetto. Per le superiori sono previsti “drive through” dedicati.  In ogni caso i «dirigenti secondo le caratteristiche del proprio istituto hanno la possibilità di decidere l’inizio effettivo delle lezioni in presenza: abbiamo in tutto 253 istituti con 150mila studenti», ha aggiunto il prefetto Saccone.
 Il sindaco di MIlano Giuseppe Sala intanto ha firmato l’ordinanza del  “Patto Milano per la scuola”  che modifica i tempi  della città per riorganizzare gli spostamenti tra le 7 e le 10 del mattino, la fascia oraria più congestionata del trasporto pubblico.
Nel dettaglio l’ordinanza vieta, dalle ore 6 alle ore 10.15, l'apertura dei negozi al dettaglio non alimentare, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, compresi quindi mercati coperti, centri commerciali, gallerie e parchi commerciali. Da questo divieto sono esclusi le edicole e i tabacchi, le farmacie e le parafarmacie. Per i servizi alla persona, il divieto va dalle 6 alle 9.30. Sempre a partire dalle 9.30 apriranno gli  uffici pubblici, gli sportelli del Comune di Milano apriranno a partire dalle 10.  Alle banche si raccomanda, ma non si obbliga, ad  organizzarne l’apertura a partire dalle ore 9.30 mentre alle fabbriche si  chiede di anticipare entro le ore 8 l’orario di inizio.
Per tutte le altre attività viene ribadito l’invito  a fare ricorso massiccio allo Smart working.

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