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3:56 pm, 15 Ottobre 21 calendario

Troppo gas da cratere di Vulcano, paura e scalate vietate

Di: Redazione Metronews
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Divieto di scalata al cratere nell’isola eoliana di Vulcano. Perdurano, infatti, le condizioni relative ai valori di concentrazione delle esalazioni di gas presenti nella porzione sommitale del cratere della Fossa di Vulcano. Il sindaco Marco Giorgianni ha quindi disposto il divieto di scalata al cratere, con la sola eccezione per gli addetti dei Centri di competenza per le attività di monitoraggio.

Niente scalate a Vulcano

Decade, pertanto, quanto disposto in precedenza rispetto all’accompagnamento di visitatori ed escursionisti da parte delle guide alpine e vulcanologiche che non potranno dunque in alcun caso accedere all’area sommitale del Vulcano. Il Comune è in attesa di ricevere le valutazioni da parte dei Centri di competenza e dei vigili del fuoco, che stanno svolgendo indagini anche in riferimento agli eventi accaduti nei giorni scorsi e che hanno visto l’allontanamento di due nuclei familiari dalle abitazioni in zona Porto Levante.

Il gas

Giornalmente c’è un continuo aumento di tutti i parametri, dal flusso del gas alla deformazione del suolo, aveva spiegato nei giorni scorsi Stefano Branca, direttore dell’Istituto nazionale di vulcanologia a Catania, riferendosi a quanto sta accadendo a Vulcano, dove i fumi dal sottosuolo hanno spinto le autorità a evacuare alcune abitazioni. “E’ un processo lento e graduale – ha continuato Branca – quella zona, contrada Porto Levante, è  nota da questo punto di vista e ha sempre maggiori problematiche. Questa stessa cosa è capitata anche durante la crisi degli anni Ottanta. Noi continuiamo a monitorare”. Nel bollettino del 5 ottobre scorso l’Ingv affermava che “l’isola di Vulcano, già in condizioni ordinarie ossia con livello di allerta Verde, presenta una certo grado di esposizione a fenomeni pericolosi quali gas tossici o asfissianti rilasciati dalle fumarole e con temperature elevate in diverse aree del cratere e di Vulcano Porto e Spiaggia di Levante, ed in generale per la grande vicinanza del principale centro abitato al centro attivo di La Fossa”. “Va sottolineato – prosegue il bollettino – poi che l’emissione di gas non avviene esclusivamente nelle zone dove ci sono fumarole ben visibili. La propagazione del gas può avvenire infatti anche in modo diffuso, attraverso il suolo, e senza che ci siano segni evidenti a segnalarne la posizione, come i caratteristici depositi gialli di zolfo che si notano sul bordo craterico. Queste emissioni diffuse possono essere particolarmente insidiose proprio perché non si notano e possono causare accumuli al suolo di gas, talvolta privi di odore e colore. Questi gas invisibili sono più pesanti dell’aria e possono facilmente saturare avvallamenti o luoghi chiusi, sostituendosi all’aria respirabile.

Il rischio dei gas tossici

L’isola di Vulcano, la più meridionale delle sette isole che compongono l’arcipelago eoliano, ha un’estensione di 22 kmq e raggiunge un’altitudine di 500m sul livello del mare (Monte Aria). Dal 1890, spiega la Protezione Civile, il vulcano è quiescente e  mostra un’intensa attività di emissione di gas e vapore ad alta temperatura dal cratere di La Fossa e in prossimità del Porto di Levante. I due centri eruttivi attivi sono: il cono di La Fossa e Vulcanello. Il cono di La Fossa ha una forma regolare, si eleva per circa 400m sul mare ed è formato da alternanze di tufi e colate di lava eruttati dal vulcano negli ultimi 6mila anni. É delimitato, nella parte sommitale, da una serie di orli craterici di età diversa. Il cratere attuale è quello lasciato dall’ultima eruzione esplosiva del 1888-90 e ha un diametro di 600m. Il fondo del cratere ha una quota di 210m sul livello del mare. La struttura più recente, è la penisola di Vulcanello, all’estremità nord-orientale dell’isola, ed è costituita da una piattaforma lavica a pianta circolare del diametro di circa 1,4km, sormontata da tre coni piroclastici parzialmente sovrapposti.   Il livello giallo di allerta, dichiarato di recente, indica una condizione di disequilibrio del vulcano. Attualmente il rischio principale è rappresentato dal rilascio di gas tossici – CO, CO2, H2S, HNO, SO2 – che risalgono da fratture del suolo, come quelli che hanno spinto all’evacuazione di alcuni residenti nella contrada di Porto Levante. L’anidride carbonica (CO2), più densa dell’aria, in assenza di vento tende ad accumularsi al livello del suolo dove può raggiungere concentrazioni elevate, ed essendo incolore, inodore e insapore è difficilmente riconoscibile. A basse concentrazioni può provocare: affanno, nausea, disturbi visivi, e per concentrazioni elevate, asfissia.     Associato alla CO2 è possibile trovare anche un altro gas altamente tossico, l’acido solfidrico – H2S – che tuttavia, grazie al caratteristico odore di uova marce, risulta immediatamente percepibile anche a basse concentrazioni. Questo gas irrita il sistema respiratorio.

15 Ottobre 2021
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