Fatti&Storie

Fontana: "Se non basta altri provvedimenti"

Coronavirus

Se nonostante il coprifuoco “l’impennata dovesse continuare può darsi che si prenda un provvedimento diverso”. Lo ha affermato il presidente della Regione, Attilio Fontana, a Sky Tg24. "Quello che va valutato - ha detto - non sono solo i numeri, ma più di tutto “la situazione delle terapie intensive, dell’occupazione degli ospedali. Dobbiamo evitare che la nostra sanità sia ingolfata tanto da non essere efficiente. Abbiamo una serie di scenari, adesso siamo entrati nel terzo, in cui sono scattati alcuni provvedimenti. Se le cose dovessero continuare a peggiorare ci sarà un altro scenario e poi un altro ancora. Credo che non si debba ipotecare il futuro, bisogna cercare di capire come reagirà il virus di fronte ai nostri provvedimenti. Se con i provvedimenti che stiamo assumendo e abbiamo assunto il contagio dovesse rallentare, non necessariamente fermarsi, si potrebbe molto probabilmente evitare” un lockdown. “Se l’impennata dovesse continuare può darsi che si prenda un provvedimento diverso”.

 “Sono valutazioni – ha spiegato - di carattere squisitamente tecnico, siamo in contatto costante col comitato tecnico, con un comitato ristretto che valuta i numeri, e giorno dopo giorno cerchiamo di mettere in pratica quelli che sono i provvedimenti che loro ci consigliano e che sono i più opportuni. Siamo in contatto anche con il Governo quotidianamente, perché è giusto che i reciproci dati possano essere utilizzati da entrambi e ci si possa confrontare sulle valutazioni che è necessario fare”.

"Io sono sempre stato a favore della scuola in presenza e contrario alla Dad, ma in una situazione di necessità bisogna fare delle scelte anche dolorose. In questa stessa direzione si è anche mosso il presidente Emiliano, con un provvedimento assolutamente identico al mio”. "Dobbiamo ridurre la pressione del trasporto pubblico locale nello spazio di un paio d’ore - ha spiegato - il Tpl nel resto della giornata lavora in modo assolutamente accettabile, con una saturazione intorno al 50-55%. Nell’ora di punta c’è un grande affollamento, soprattutto sulle metropolitane e sui bus. Dobbiamo cercare di ridurre questo affollamento e le ipotesi sono due: o riduciamo la gente che va al lavoro o la gente che va a scuola.  “È un provvedimento temporaneo – ha aggiunto -, abbiamo 13-14 giorni per studiare una modalità di diluizione dell’orario di ingresso degli studenti con l’organizzazione del trasporto pubblico locale, che potremmo utilizzare per evitare la didattica a distanza. Da giugno chiediamo al Governo un intervento economico, perché per aggiungere corse servono più risorse, sia in merito alla diluizione dell’inizio dell’orario di lavoro e di studio, non abbiamo avuto risposte. Abbiamo due settimane, speriamo che il Governo ci senta”.

Articoli Correlati
Fatti&Storie