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Contro il virus la Regione chiede i medici dell'esercito

Milano

Non più solo Fontana, tutta la giunta regionale ieri si è presentata in videoconferenza dopo che l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Alessandro Mattinzoli,  è risultato positivo al virus ed è stato ricoverato agli Spedali Civili di Brescia. Tutti negativi in serata i tamponi degli altri assessori. Il punto giornaliero avviene quindi da remoto e a testimoniare che non è ancora il caso di mollare la presa l’assessore al welfare Giulio Gallera annuncia che chiederà al ministero della Difesa di mandare il personale sanitario dell’esercito a supportare il sistema sanitario della Lombardia, sull’orlo del collasso soprattutto nel Lodigiano e a Cremona. Intanto è in atto una riconversione delle strutture: i reparti di medicina degli ospedali di Crema, Lodi e Seriate stanno diventando pneumologie e virologia dedicati al coronavirus.  Gallera ha anche annunciato l’acquisto di speciali “caschi” in cui viene indotto l’ossigeno che aiutano i pazienti a respirare senza la necessità della terapia intensiva.
 Ci sono le buone notizie: due pazienti guariti dimessi dal Sacco. Poi la conta giornaliera: 38 decessi su 1254 casi positivi (384 a Lodi, 243 a Bergamo, 223 a Cremona, 83 a Pavia, 58 a Milano, 3 a Sondrio, 4 a Varese, 3 a Lecco, 60 a Brescia), di cui 478  ricoverati, 127 in terapia intensiva, 472 asintomatici,  e 139 trasferiti da reparti di terapia intensiva ad altri reparti.  Rinnovato l’appello agli anziani perché escano il meno possibile: «Il 53% dei nostri 1.254 casi positivi sono nella fascia dai 65 anni in su - sottolinea l’assessore al welfare Giulio Gallera - Ma gli over 65 in terapia intensiva corrispondono al 68%». P.R.

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