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Caso Schwazer Disposto supplemento di perizia

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DOPING L'indagine sull'intricato caso dell'ex marciatore italiano Alex Schwazer prosegue. Lo ha appreso l'Agi da fondi vicine al campione olimpico di marcia della 50 km di Pechino 2008, dal 2016 al centro di una complicata e molto discussa vicenda di doping che attualmente  lo vede squalificato fino al 2024. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano ha disposto un supplemento di perizia. Nelle 34 pagine si legge che tra gli elementi indiziari emersi a sostegno dell'ipotesi manipolazione, vi è anche lo «scambio di email compromettenti fra il legale della Iaaf a Losanna Ross Wenzel, il direttore del laboratorio di analisi di Colonia, Hans Geyer, ed il capo dell'antidoping della Iaaf, Thomas Capdevielle». Il Gip sottolinea che «il contenuto di tali messaggi e' di sicura rilevanza ai fini processuali visto che si parla espressamente di complotto (plot) ai danni di Alex Schwazer e di pressioni sul  laboratorio di Colonia». Le email erano state diffuse dal sedicente gruppo di hacker russi Fancy bear. Il Gip ha disposto un supplemento della perizia genetico-forense da parte del comandante del Ris dei carabinieri di Parma, Giampietro Lago, e chiede all'agenzia mondiale antidoping Wada di fornire la documentazione relativa ad un'analisi  effettuata ai primi di ottobre del 2017 sul campione di urina di Schwazer del 27 giugno 2016. 

Parole e concetti forti sono contenuti nelle 34 pagine che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino ha formulato circa la vicenda del secondo presunto caso doping che vede coinvolto Alex Schwazer. Il giudice invierà copia dell'ordinanza che dispone un ulteriore supplemento di perizia alla Procura presso la Corte d'Appello di Colonia, città sede del laboratorio accreditato Wada dove tardivamente sono state consegnate le due provette (campione A e B) contenenti l'urina dell'ex marciatore azzurro. La richiesta è se lìautorità giudiziaria tedesca aveva condotto un'attività d'indagine nel 2017 quando è stata resa nota l'esistenza di messaggi di posta elettronica tra il legale della Iaaf, Ross Wenzel, il direttore del laboratorio di analisi di Colonia, Hans Geyer, ed il capo dell'antidoping della Iaaf, Thomas Capdevielle, nei quali era stata scritta la parola "complotto" (plot) contro Schwazer (abbreviato in AS). Secondo il giudice Pelino «l'ipotesi della manipolazione rimane in campo ed e' l'unica che non richieda una sperimentazione per dimostrarne la fattibilità». Il gip nelle sue conclusioni sostiene che «se questa vertenza si chiudesse qui, su tutta la vicenda rimarrebbero profonde ombre che certamente non gioverebbero ne' all'indagato (Schwazer) ne' alla credibilita' ed immagine delle istituzioni coinvolte». Le istituzioni sono la Iaaf, l'associazione delle federazioni internazionali di atletica leggera, la Wada, l'agenzia mondiale antidoping, ed il laboratorio di Colonia. 

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