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Londra ora esclude una uscita "no deal"

Brexit

GRAN BRETAGNA È caos nel Parlamento a Westminster. Ieri sera la Camera dei Comuni ha approvato la mozione del governo sulla Brexit, che però era stata emendata e che esclude anch’essa un’uscita del Regno Unito senza accordo con la Ue. Il voto era sostanzialmente un bis di quello sull’emendamento bipartisan che con soli quattro voti di maggioranza aveva respinto l’uscita senza accordo «in ogni circostanza». La mozione del governo emendata è stata invece approvata con 321 voti favorevoli e 278 contrari. Il modo in cui i deputati hanno votato ha dimostrato che nel Parlamento inglese regna il caos sulla Brexit e che la premier non ha più il controllo degli eventi.

Nuova votazione

La stessa May ha annunciato che oggi presenterà al voto del Parlamento una mozione con cui il governo proporrà «un’estensione tecnica breve e limitata», in caso un accordo con l’Ue sulla Brexit venga raggiunto prima della fine di marzo. I parlamentari, ha aggiunto la premier, devono capire e accettare che «se non troviamo un consenso nei prossimi giorni, ci sarà bisogno di un’estensione più lunga». Questo, ha spiegato, richiederebbe la partecipazione del Regno Unito alle elezioni europee di maggio.

Rischio "no deal" resta

E al di là del voto di ieri, ha chiarito ancora la May, l’ipotesi del «default legale rimane e lasceremo l’Ue senza un accordo», se non ne verrà concordato uno o se non dovesse essere accettata la richiesta di rinvio della Brexit. L’estensione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona deve avere l’approvazione unanime dei 27 Paesi Ue.

METRO

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