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Il macchinista: "Evitate decine di frenate brusche"

Milano

TRASPORTI «Noi macchinisti il “pulsante dei miracoli” lo attiviamo ogni volta che viene segnalata la minima anomalia, così evitiamo le frenate più brusche che causano i feriti». A parlare è Alfonso (nome  di fantasia), macchinista della metrò con decenni di esperienza. Il pulsante di cui parla è il comando “W67”, che solleva i pattini del treno  disinnestando il sistema di massima frenatura dei convogli che scatta automaticamente, responsabile delle ripetute “inchiodate” delle ultime settimane su M1 e M2. A far scattare i pattini, il sistema di sicurezza, il quale, autonomamente blocca i convogli quando percepisce un pericolo immediato. Spesso però il pericolo non esiste. 

Alfonso perché questa impennata di incidenti? 
«Bisogna distinguere: sulla Rossa c’è un problema di software in generale, i cosiddetti “treni fantasma”, quelli che il sistema si perde… E quando il sistema centrale non vede più un convoglio, lo blocca, giustamente. Sulla Verde, invece, il problema sono i nuovi treni Leonardo: da quando sono in esercizio hanno causato sempre problemi».  

Passiamo ai pattini…
«Noi macchinisti sappiamo cosa succede quando entrano in azione, quanto è brusca la frenata, quindi regolarmente, quando c’è un allarme, la prima cosa che facciamo è frenare e intanto schiacciamo il comando “W67”, escludendo la frenatura forzata. Blocchiamo il treno normalmente, insomma. A volte, però, quando il convoglio va a bassa velocità, non facciamo in tempo a escludere i pattini e il convoglio si blocca. Ci prendiamo una responsabilità, perché da regolamento non potremmo eliminare un presidio di sicurezza. Da sempre facciamo così e l’azienda lo sa e infatti non ha mai sanzionato». 

Quindi i pattini sono inutili? 
«No, assolutamente! Il fatto è che la loro frenata è immediata, quindi salva la vita, ma solo nelle situazioni estreme».  Andrea Sparaciari

 

ATM AL LAVORO PER LIMITARE I FALSI ALLARMI E I PATTINI

trasporti Limitare l’intervento dei pattini; azzerare i “falsi allarmi”. Sono le direzioni nelle quali sta agendo Atm per evitare le frenate del metrò. Ma entrambi gli impegni richiedono tempo. È quanto aveva spiegato l’azienda domenica, sottolineando che per ridurre al minimo l’utilizzo dei pattini frenanti, si dovrà attendere l’ok dell’Ustif, l’Ufficio  titolare delle omologazioni degli impianti di sicurezza. Sul fronte software,  Atm intende aumentare la casistica delle risposte che il sistema deve dare nelle varie situazioni che oggi riconosce come pericolose. Sabato a Cadorna,  la frenata d’emergenza è intervenuta perché il treno aveva ridotto la velocità a 32 km/h anziché a 30. Se ci fosse stata più tolleranza, il convoglio non avrebbe inchiodato (pur fermandosi) e non ci sarebbero stati contusi. AN.SPA.

 

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