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Banche dati incrociate Ecco l'Italia dei rischi

AMBIENTE

ROMA La nuova versione della Mappa dei rischi dei Comuni italiani, varata nell'agosto 2017, è online, aggiornata lo scorso mese di gennaio, sulla base dei dati disponibili al 30 giugno 2018. La mappa, che si trova sul sito dell'Istat, è nata da una proposta della Struttura di missione Casa Italia della Presidenza del Consiglio ed è stata realizzata attraverso l'integrazione delle informazioni e dei dati provenienti dalle banche dati di Istat, Ingv, Ispra, Mibact, ministero dell'Ambiente, Protezione civile e Agenzia per la coesione territoriale.

Piattaforma accessibile
Si tratta di una piattaforma informativa sui rischi naturali in Italia, accessibile ai cittadini e alle amministrazioni locali e nazionali. L'obiettivo è fornire una visione omogenea e integrata dei rischi naturali (terremoti, eruzioni vulcaniche, frane e alluvioni) che insistono sul territorio italiano.
Per ciascun Comune dello Stivale sono disponibili i dati sul rischio sismico, idrogeologico e vulcanico, corredati da informazioni demografiche, abitative, territoriali e geografiche. La piattaforma è caratterizzata da prodotti o servizi informativi e dal punto di vista dei contenuti, incentrati su un livello territoriale comunale, provinciale e regionale, sono presenti dati rispetto ai seguenti temi: sismicità, alluvioni, frane, vulcanismo (presente per alcuni Comuni). Il sistema, inoltre, permette l'accesso e la visualizzazione d'informazioni descrittive a livello comunale su variabili/indicatori di tipo identificativo, geografico, demografico, struttura e stato degli edifici, struttura e stato delle abitazioni.
«E' uno strumento sul quale l'Istat ha investito molto e continuerà ad investire», ha sottolineato Sandro Cruciani, direttore per le statistiche ambientali dell'Istituto.

Informazioni
Il cittadino può vedere quali sono i rischi presenti nel proprio Comune. Secondo il sottosegretario all Presidenza del Consiglio, Vito Crimi, «questo è l'inizio. Si tratta di uno strumento che dimostra com'è possibile sovrapporre una serie di banche dati, di informazioni che oggi sono in possesso di diversi istituti, dall'Ispra all'Enea, all'Istat. Ogni struttura possiede alcune informazioni. Finché queste informazioni non vengono messe una sull'altra e non si ha una mappa, non solo dei Comuni, ma anche del singolo fabbricato, non avremo mai una situazione chiara della nostra edilizia, e quindi della sicurezza dei nostri cittadini. Il risultato finale dovrebbe essere riuscire ad avere la storia di ogni singolo fabbricato».

Lo smog manda in tilt anche le coltivazioni
Non solo smog nelle città: il caldo anomalo sulla Penisola con temperature minime di 2,2 gradi superiori alla media sta mandando in tilt le coltivazioni che si stanno predisponendo alla ripresa vegetativa con l'inizio del rigonfiamento delle gemme nelle piante da frutto e lo spuntare di fiori spontaneii. Lo rileva Coldiretti. Se a favorire lo smog nelle città è l'azione combinata di cambiamenti climatici, traffico e minori spazi verdi, gli effetti dell’anticiclone a matrice subtropicale presente sulla Penisola mettono in allarme le campagne. Il rischio è che la "finta primavera" inganni le coltivazioni favorendo un "risveglio" che le rende vulnerabili a un eventuale prossimo arrivo del gelo.

 

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