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Scade l'ultimatum La Catalogna si gioca tutto

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SPAGNA Arriva la vera scadenza dell’ultimatum di Madrid alla Catalogna, e parte quindi la fase decisiva della corrida spagnola. Barcellona deve chiarire se ha dichiarato o no l’indipendenza, e in base a questo il governo avvierà le procedure conseguenti. Madrid ha mantenuto un profilo rigoroso ma sobrio, e comunque ha sempre fatto tutti i passi che aveva annunciato. Ha ottenuto dalla Corte Costituzionale la dichiarazione di illegalità del referendum, ha il pieno appoggio del re, ha mandato la Guardia Civil a controllare la situazione, ha incriminato per sedizione alcuni leader catalani, due dei quali sono agli arresti mentre il capo della polizia catalana è in libertà vigilata. Se tanto mi dà tanto, il governo centrale - che ha di fatto l’appoggio di Ue e Usa - non mancherà di dare seguito alle prossime mosse. Uno spiraglio si è aperto proprio ieri, ma è comunque estremo: Madrid potrebbe non revocare l’autonomia catalana se il parlamento locale si autosciogliesse e Puigdemont indicesse nuove elezioni. Ma i catalani sono divisi, e c’è una frangia secessionista molto forte che preme per l’indipendenza subito, con la proclamazione della Repubblica di Catalogna. Se la situazione precipitasse o comunque non si uscisse dall’impasse, Madrid si muoverà in base all’articolo 155 della Costituzione (mai usato nei 40 anni di vigenza) per sospendere l’autonomia della Catalogna. Il provvedimento prevede una serie di passi che cominciano con l’istituzione di una commissione, cui segue il voto del Senato. Sospesa l’autonomia, la Catalogna sarà guidata da un’autorità governativa transitoria, soppiantando il presidente della Generalitat. A quel punto Madrid può evocare a sé quasi tutti i poteri (dal fisco all’istruzione alla giustizia), ma non deve necessariamente assumerli tutti. Potrà procedere per gradi e anche se alcuni temi sono discussi tra i giuristi, potrà svuotare di potere la regione. Ripristinata la autorità centrale, nel giro di qualche mese si potrebbe andare a nuove elezioni.   

OSVALDO BALDACCI

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