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Il Mezzogiorno scivola indietro

CRISI

ROMA Il Mezzogiorno vive una forte condizione di disagio economico, pesantissima in Sardegna e in Sicilia, e subisce il perdurare del gap rispetto al resto dell’Italia soprattutto per infrastrutture, servizi e offerta sanitaria. Lo conferma il 29simo “Rapporto Italia” di Eurispes, secondo il quale sono gli abitanti delle Isole a ritenere la situazione economica dell’Italia «gravemente peggiorata» nel 33,9% dei casi. Segue il dato delle altre regioni del Sud (26,4%) e, con valori inferiori, Nord e Centro. Nelle Isole, in particolare, oltre cinque famiglie su dieci (il 54%) hanno visto diminuire nel corso dell’ultimo anno il proprio potere d’acquisto, ossia la capacità di far fronte alle spese e fare acquisti per mezzo delle proprie entrate.

Risparmi agli sgoccioli

Nel Sud e nelle Isole si trova il numero più elevato di cittadini costretti ad utilizzare i propri risparmi per arrivare a fine mese, rispettivamente 59,6% e 44,9%. Sempre in Sicilia e in Sardegna 4 persone su 10 non riescono a sostenere le spese mediche nè a saldare le rate del mutuo. Non a caso il 33,6% di chi vive al Sud e il 19,7% nelle Isole si sente povero. Circa la metà degli abitanti delle Isole conoscono persone che devono rivolgersi alla Caritas, che non possono permettersi un posto dove vivere, non hanno la possibilità di curarsi nè di mantenere i figli o farli studiare. Otto persone su dieci indicano la perdita del posto di lavoro come causa di questo impoverimento. Sul piano dell’assistenza sanitaria, in Sicilia e in Sardegna il 90% delle persone deve fare i conti con lunghe attese per visite ed esami. Quel che è più grave, conclude l’Eurispes, è che il Paese «non sembra volere esercitare alcuno sforzo in direzione del cambiamento».

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