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Belotti e Immobile l'Italia ha trovato i bomber

Nazionale

CALCIO La quadratura del cerchio è ancora di là da venire. Troppe incognite, troppi punti interrogativi, troppe formazioni sbagliare all’inizio e corrette in corso d’opera. Su una cosa, però, Ventura dovrebbe essersi chiarito le idee: Belotti e Immobile sono il futuro della Nazionale, ovviamente limitandoci a parlare di attacco. Perché due così, che peraltro si conoscono bene avendo giocato insieme nella seconda parte della stagione passata con addosso il granata del Toro, non si trovano tanto facilmente nemmeno in altri Paesi: si sbattono, corrono e pressano dal primo all’ultimo minuto, sono giovani (23 anni da compiere Belotti, 26 Immobile) e non hanno paura nemmeno dei carri armati. Magari non sono baciati dal dio della tecnica, però averne di “lavoratori” di questo tipo: vedono la porta comunque e, quando sbagliano, più di tanto non gli puoi dire. Perché sai che magari dopo pochi minuti saranno di nuovo lì a spaventare le difese avversarie. Del resto, Pellé si è fatto fuori da solo ed Eder non è nemmeno più un giovincello, sfiorando i 30 anni: tanto vale puntare dritti al futuro e affidarsi alle nouvelle vague. Aiutandola a crescere, per sé e per l’azzurro. Che ne ha tremendamente bisogno così come ha bisogno che, rimanendo alla voce attacco, Balotelli si confermi sulla strada giusta: 26 anni pure lui, il Nizza come nuovo paradiso in cui stare tranquillo e ritrovarsi, un talento che non è mai stato in discussione. Ecco: se l’ex Milan tornasse davvero a vestire i panni di SuperMario, almeno là davanti il ct potrebbe sentirsi in una botte di ferro. Poi è pur vero che i palloni bisognerebbe recapitarli da quelle parti nel modo migliore e che dietro sarà obbligatorio tornare a non ballare: questo però è un altro discorso.
DOMENICO LATAGLIATA

 

Il ct Giampiero Ventura e la linea verde

 CALCIO C’è chi lo vede come il fumo negli occhi. Stiamo parlando del ct dell’Italia Giampiero Ventura. In effetti la sua Italia non ha brillato contro la Spagna che, a Torino, ci ha dominato per lunghi tratti, ma soprattutto ha sbandato paurosamente contro la modesta Macedonia. Anche se poi è arrivata la vittoria in rimonta grazie alla doppietta di Immobile. Ma un merito, di quelli che hanno un peso specifico importante, a Ventura va riconosciuto, cioè il  coraggio di cambiare e di farlo in linea con la sua filosofia: dare spazio ai giovani. Nelle sue squadre sono stati molti quelli buttati nella mischia giovanissimi e inesperti. Un nome su tutti Leo Bonucci, lanciato giovanissimo al Bari insieme a Ranocchia e per lungo tempo considerato dalla critica  un bidone. Ventura oira  ci prova con l’Italia, segue la sua linea verde e vincerà lui.

C.CR.

 

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