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Scuola infanzia statale Fine delle discriminazioni

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SCUOLA. È da tempo che noi docenti della Scuola dell’Infanzia Statale - di ruolo e precari-  lamentiamo la discriminazione perpetrata nei confronti del nostro ordine di scuola. Rivendichiamo infatti lo stesso trattamento riservato alla Scuola Primaria e Secondaria di 1° e 2° grado e in particolare le assunzioni fase C, il cosiddetto potenziamento, che permetterebbe di avere più insegnanti in ogni Istituto Comprensivo da utilizzare per migliorare ulteriormente l’offerta formativa. Il potenziamento - unito al turn over - potrebbe al contempo svuotare la specifica graduatoria con circa 18.000 docenti precari che annualmente vengono assunti a settembre e licenziati a giugno…cosa che accade ormai da anni e anni. Il 22 giugno scorso la senatrice Puglisi ha incontrato le maestre del Comitato GAE Infanzia per ascoltarne riflessioni e proposte. Accogliendo l’invito del Comitato, ho partecipato all’incontro per ribadire alla senatrice il punto di vista dei docenti di ruolo sulle discriminazioni subìte dal nostro ordine di scuola. Al termine del confronto la Puglisi ha espresso soddisfazione per quanto la Scuola dell’Infanzia offre ai bambini che la frequentano in termini di attenzione, cura, esperienze e apprendimento riaffermandone la cruciale importanza e assicurando che, a breve, il potenziamento sarà offerto anche a quest’ordine di scuola ponendo così  fine alla differenziazione ora vigente tra Scuola Infanzia e Primaria-Secondaria di 1° e 2° grado. È stato poi posto l’accento su un’altra questione che mi sta particolarmente a cuore…quale ruolo avrebbe la Scuola dell’Infanzia Statale nel nuovo “sistema integrato 0-6 anni” previsto nel comma 181 lettera e) della legge 107/15? Tante domande, perplessità, paure, ipotesi e polemiche intorno a questo tema ancora da definire. La senatrice Puglisi ha affermato in maniera decisa e quasi perentoria che “la Scuola dell’Infanzia Statale resterà tale e inclusa negli Istituti Comprensivi, conservando la sua identità e specificità nel rispetto delle Indicazioni Nazionali 2012 e degli ordinamenti vigenti”. E non dovrebbero esserci motivi per dubitare delle sue parole.

 

Marina Castelli,
Insegnante Scuola Infanzia Statale

 

 

 

 

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