Scuole verso la chiusura I presidi: "Allungo inutile"

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ROMA Da lunedì 8 marzo potrebbero raddoppiare - da 3 ad oltre 6 milioni - gli studenti costretti a seguire le lezioni da casa. La sospensione delle attività in presenza è prevista infatti dal nuovo Dpcm sia nelle zone rosse che nelle province dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti. Secondo una prima stima in queste condizioni ci sarebbero 24 province, mentre altre 21 sono sul filo della soglia. Il governo promette aiuti concreti alle famiglie alle prese con i figli a casa: congedi parentali, smartworking e  sostegni economici.

«Prof sempre presenti»

«C’è un aumento rapidissimo della variante inglese che colpisce i nostri ragazzi e li dobbiamo mettere in sicurezza - ha commentato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi - la scuola in realtà non chiude, i nostri insegnanti sono stati sempre presenti. Nelle zone rosse non è che è chiusa solo la scuola, ma tutto». «Penso sia una scelta dolorosa ma inevitabile», ha dichiarato il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.

Prolungamento complesso

Fa discutere, invece, l’ipotesi di un allungamento dell’anno scolastico. «Non si tratta di tante ore perse, ma di contenuti - ha spiegato il ministro Bianchi - non è un problema di allungamento, ma di potenziamento». Diverso il parere di Giannelli: «L’ipotesi del prolungamento dell’anno scolastico è tecnicamente complessa, in quanto va ad impattare sullo svolgimento degli esami, sia quelli di Maturità che quelli conclusivi della secondaria di primo grado. Si potrebbe pensare qualcosa del genere per la primaria, anche se questa scuola tutto sommato ha frequentato».

«Tutti hanno studiato»

Ma il presidente dell’Associazione presidi sottolinea anche un altro aspetto: «Va verificata l’utilità, perchè si tratta di pochi giorni in più, e va considerato che tutto l’anno scolastico è stato sviluppato in parte in didattica in presenza e in parte in dad. Gli operatori scolastici e gli studenti stanno lavorando da settembre, quindi non si può pensare che abbiano battuto la fiacca».

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