TERREMOTO
3:15 pm, 30 Ottobre 16 calendario

Terremoto di magnitudo 6,5 rade al suolo il Centro Italia

Di: Redazione Metronews
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NORCIA. Un fortissimo terremoto di magnitudo 6,5 ha fatto tremare l’Italia centrale e ha ripiombato nell’incubo le popolazioni di Umbria e Marche, causando numerosi crolli e decine di feriti, di cui uno grave. La scossa alle 7,41 del mattino ha avuto l’epicentro tra Norcia e Preci, al confine tra le due regioni, a una profondità di 10 chilometri, ha riferito l’Istituto nazionale di geofisica (Ingv). Non si registrava un sisma così forte in Italia da quello in Irpinia del 23 novembre 1980 che fu anch’esso di magnitudo 6,5 sulla scala Richter. Altre 20 scosse di magnitudo superiore a 3 sono state registrate nelle due ore successive, tra cui nove scosse di magnitudo compresa fra 4 e 4,6.
POTENZA DEL SISMA 
La scossa di magnitudo 6,5 è stata  avvertita dal Trentino-Alto Adige alla Puglia. L’intensità, inizialmente indicata in 6,1, è stata ricalcolata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Si tratta del terremoto più violento in Italia da quello in Irpinia del 1980: una potenza pari a 80 chilotoni, l’equivalente di 80.000 tonnellate di tritolo, in pratica quattro volte superiore alle bombe atomiche che rasero al suo Hiroshima e Nagasaki. L’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Norcia, Preci, Visso e Castel Sant’Angelo sul Nera, a 10 chilometri di profondità.
FERITI
Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha riferito di alcune decine di feriti, tra cui almeno uno grave, ma nessun morto. Tre feriti lievi sono stati segnalati a Tolentno, nelle Marche, e altri sei feriti sono stati estratti dalle macerie a Norcia dove i danni sono ingentissimi a partire dal crollo della basilica di San Benedetto.
DANNI 
A Norcia si registrano danni gravissimi e una situazione drammatica: è crollata la basilica di San Benedetto e la concattedrale di Santa Maria Argentea che sorgevano su quella che secondo la tradizione era la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica. La chiesa era già stata danneggiata dal sisma del 24 agosto. Il piccolo borgo della Valnerina è in una zona altamente sismica ma fortunatamente le abitazioni sono state ricostruite con criteri di grande sicurezza dopo il terremoto del 1997.
Crolli anche a Preci, dove il sindaco Pietro Bellini sta verificando le condizioni della popolazione. Danneggiate diverse chiese e varie case nelle frazioni e nei centri minori di Preci. Nubi di polvere sono state viste levarsi anche a Cascia. A Ussita, cittadina delle Marche già devastata dal terremoto del 26 ottobre, il sindaco Marco Rinaldi ha riferito che “è crollato tutto”. Ad Amatrice sono crollate la Torre civica e la chiesa di Sant’Agostino e nuovi crolli sono segnalati anche ad Accumoli, epicentro del sisma del 24 agosto, e ad Arquata del Tronto. A Rieti è stato chiuso il Ponte Romano per verifiche.  Danneggiata la chiesa di san Giuseppe a Jesi, in provincia di Ancona, che ha riportato lesioni al tetto e crepe nella zona dell’altare;: nella cittadina marchigiana sono state chiuse anche le chiese di Sant’Agostino e Santa Caterina. 
VIABILITA’
L’Anas ha fatto sapere che, a causa dei danni e della caduta di massi sul piano viabile causata dalle scosse di terremoto, “è provvisoriamente chiusa la strada statale 685 `delle Tre Valli Umbre’ in vari tratti tra Spoleto e Norcia, in provincia di Perugia e tra Norcia e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Chiusa anche la Via Salaria tra Posta e Accumoli, in provincia di Rieti, e nel tratto marchigiano in provincia di Ascoli Piceno. Disagi anche sulle linee ferroviarie: sospeso il traffico sulle seguenti linee: Foligno-Terontola, Orte-Falconara, Ascoli-Porto d’Ascoli, Terni-Sulmona, Pescara-Sulmona. Lungo la linea Roma-Firenze il traffico è rallentato fino a 30 minuti per un guasto. Altri treni, fa sapere il Gruppo Ferrovie dello Stato, percorrono la linea da Orte a Orvieto.
UNA STESSA FAGLIA, TRE SISMI DIVERSI
«Una stessa faglia, ma tre terremoti diversi». Paolo Messina, direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr, spiega come mai le tre grandi scosse che hanno colpito l’Italia centrale – il 24 agosto, mercoledì scorso e stamattina – siano state di intensità cosi  forte, addirittura crescente. «Si è mosso prima il ramo meridionale della faglia, poi quello settentrionale, quindi quello centrale – sottolinea Messina – in ciascuno dei tre casi, l’energia va poi a disperdersi progressivamente in una serie di altri eventi di intensita’ minore, quello che in gergo si chiama sciame sismico. Una cosa e’ certa: se la faglia si fosse mossa tutta in una volta, avremmo avuto un terremoto ancora più potente, di magnitudo 7 se non addirittura oltre. So che puo’ suonare strano, ma e’ stata una fortuna, cosi’ come ad esempio il fatto che mercoledi’ scorso la scossa piu’ forte sia stata preceduta da una scossa forte si’, ma un po’ meno, che ha spinto molti ad uscire all’aperto». «Naturalmente – ricorda il direttore dell’Igag-Cnr – le nostre conoscenze non ci consentono di fare previsioni, ne’ in un senso ne’ nell’altro: non possiamo escludere che ci saranno nuove scosse, persino piu’ forti, ne’ rassicurare la gente che il massimo di energia è stato liberato e che le future scosse saranno solo di assestamento. Io naturalmente spero che l’ipotesi giusta sia la seconda, ma non si puo’ nemmeno escludere – sempre a livello teorico – il coinvolgimento di una faglia adiacente». Una cosa a Messina proprio non va giu’: «il fatto che su internet e nel circuito dei social girino spiegazioni seudoscientifiche, ipotesi fantasiose se non vere e proprie sciocchezze che rischiano pero’ di fare dei danni in termini di disinformazione. Le polemiche sul presunto declassamento della magnitudo per risparmiare sui rimborsi? Non mi va neanche di parlarne..».  
METRO/AGI

30 Ottobre 2016
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