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Il calcio si ferma Ora si fa sul serio

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CALCIO Il calcio si ferma. Del tutto. Non più solo porte chiuse. Ora è davvero deciso, e lo è per decreto. La notizia è arrivata alla fine della giornata di ieri. Il Coni di Malagò si era riunito con le federazioni, decidendo di fermare tutto fino al 3 aprile, ma a una condizione: che la presidenza del Consiglio dei ministri emanasse un decreto apposito. Anche perché, come ha detto Barelli, della Federnuoto, «il governo deve decidere, tutto lo sport seguirà. Non si può mettere tutto sulle nostre spalle». La risposta dell’esecutivo non si è fatta attendere molto. Dopo qualche ora si è fatto vivo prima il ministro dello Sport, Spadafora, che ringraziava per la «sensibilità» dimostrata e annunciava un decreto. Poi, in serata, il presidente Conte, in diretta, ha annunciato il draconiano provvedimento in vigore già da questa mattina: «Non c'è ragione per cui proseguano le manifestazioni e le gare, penso anche al campionato di calcio. I tifosi devono prenderne atto». Nel primo pomeriggio di martedì 10 si terrà il cnsiglio straordinario della Figc. Prenderà atto.

La virata restrittiva va incontro alle richieste di molti. Il vicepresidente del sindacato dei calciatori, AIC, Umberto Calcagno, aveva detto, escludendo uno sciopero, che «a nostro modo di vedere non ci sono le condizioni per garantire sicurezza ai nostri associati». Accontentato. I Dilettanti si erano già fermati. Molte le voci di campioni, da CausioaPippo Inzaghi, favorevoli a fermare il calcio, ma Arturo Diaconale, capo della comunicazione della Lazio, aveva detto: «Vogliono fermare il calcio per motivi politici. Trovare un calciatore positivo non deve fermare il sistema. Lotito non si farà imbrogliare». 

Il Coni ha precisato di non avere giurisdizione sulle competizioni internazionali: giovedì prossimo è in calendario Inter-Getafe di Europa League, qui la palla passa alla Uefa (sempre l’Inter, ieri, ha deciso di ritirare la Primavera dalla Youth League, rinunciando a incontrare il Rennes domani a Firenze). A porte chiuse, di sicuro, si giocherà Roma-Siviglia, sempre giovedì: biglietti venduti annullati e rimborsabili.

Quanto al fronte europeo, le autorità svizzere hanno vietato lo svolgimento di Basilea-Eintracht Francoforte, prevista il 19 per l’Europa League: «Anche una partita a porte chiuse è a rischio», hanno detto, riferendosi alla possibilità che tifosi ospiti tedeschi giungano entro i confini per seguire la loro squadra. 

In Francia “porte chiuse” per il ciclismo (Parigi-Nizza), per il rugby (rinviata Francia-Irlanda del Sei Nazioni) e il calcio. A cominciare da  Paris Saint-Germain-Borussia Dortmund (Europa League).

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