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Aristogitone e l'Italia che parla e non si informa

CARLO BARBIERI

Salgo al capolinea Laurentina e mi siedo accanto al “professor Aristogitone”, uno che chiamo così perché mi ricorda il prof rompipalle di Arbore. Appena ci muoviamo, un ventenne rosso-carota con zaino chiede a una quarantenne con messa in piega imbalsamata, uguale alla donna sulle confezioni del dado Star: – Schiusi, come arrivare a Monti? 
Quella sorride e napoletaneggia: – Dovete scendere a Termini, signò. 
– Temmini? Al Colosseo, deve scendere – si inserisce un anziano con coppola e accento catanese. DadoStar insorge: – Colosseo? E che deve fare, la foto col centurione?
– Làssali pèrde, devi scènne a Cavour! – entra a gamba tesa un diciottenne SciarpaGialloRossa. – Sò n'antre otto. 
– Ma che otto, sò nove – lo corregge un testa-rasata in mimetica. 
– Ma quando mai, undici sono! – fa CoppolaCatanese. 
Il prof Aristogitone  esplode: – Siete la rovina dell’Italiaaa!
Tutti lo guardano a bocca aperta:– Anzi, siete l’Italiaaa! L’Italia ignorante dei call center e dei burocrati che danno informazioni sbagliate invece di dire “Non-Lo-So”! L’Italia che parla prima di informarsi! L’importante è parlare, parlare! 
– Ahò ma ce l’hai con noi? – chiede minaccioso RasatoMimetico.
– Lì c’è il tabellone con... le fermate – boccheggia il prof. – Cavour è la decima... ma nessuno le ha... contate prima di parlare. Tanto se... questo signore scende... alla fermata sbagliata... peggio per lui! 
SciarpaGiallorossa si tocca la tempia con un dito e RasatoMimetico, che aveva già gonfiato il petto, scoppia a ridere.  Scendo. Mi sa che Aristogitone se la cava anche questa volta. 

CARLO BARBIERI

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