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Dagli embrioni di rana arrivano i robot viventi

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USA Un’inquietante via di mezzo tra robot e animale. Ma in realtà non sono nè l’uno nè l’altro. La definizione più corretta è «nuovo tipo di organismo artefatto programmabile», Sono gli “xenobot”, delle «macchine biologiche» nate dalla collaborazione tra gli informatici dell’Università del Vermont e i biologi della Tufts e di Harvard. I ricercatori sono partiti dalle cellule staminali degli embrioni della rana africana Xenopus laevis - da qui il neologismo “xenobot” - che sono state «riassemblate» con un supercomputer e un algoritmo di programmazione «per poter compiere funzioni diverse da quelle che avrebbero svolto naturalmente».

Comportamenti elementari

Si tratta di «aggregati di cellule che interagiscono tra loro - spiegano gli scienziati - comportandosi collettivamente in un modo complesso e diverso da quello naturale, perchè sono state riconfigurate per fare qualcosa di nuovo». Ma si tratta di «comportamenti elementari - precisano ancora informatici e biologi - come muoversi insieme in una direzione o in cerchio». Eppure non è poco. Perchè queste creature, in un futuro più vicino di quanto si possa credere, potranno svolgere “missioni” cruciali. I ricercatori Usa ne hanno elencate tre come esempio: il rilevamento di contaminazioni radioattive, la raccolta delle particelle di plastica negli Oceani e un bel viaggio nel corpo umano per somministrare farmaci o ripulire le arterie.

Si riparano da soli

Ma c’è di più, perchè questi organismi multicellulari artificiali - con strutture completamente nuove rispetto a quelle programmate dalla natura - una volta assemblati hanno dimostrato, oltre che di poter svolgere dei compiti determinati, persino di essere in grado di autoripararsi. È la prima volta che vengono progettate delle macchine completamente biologiche, che possono essere definite veri e propri «robot viventi». Alla loro nascita ha contributo sia la parte strettamente fisica - i tessuti sono stati manipolati con minuscole pinze ed elettrodi - che quella informatica, con il ricorso a computer di ultima generazione.

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