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Arrivano miliziani siriani fedeli alla Turchia

Libia

Circa 300 miliziani sono stati trasferiti dal territorio siriano controllato dalla Turchia alla Libia: è quanto sostiene l'Osservatorio siriano per i diritti umani.    Secondo la ong, che ha sede nel Regno Unito, ma ha una vasta rete di collaboratori sul terreno, "un gran numero di soldati e combattenti che sono stati trasferiti in Libia provengono dal movimento Hazm", una fazione armata siriana che è stata disciolta diverso tempo fa. Ai combattenti, aggiunge l'Osservatorio, viene offerto uno stipendio che oscilla tra i 2.000 e i 2.500 dollari al mese e il loro soggiorno in Libia va dai tre ai sei mesi. Pochi giorni fa, l'Osservatorio aveva denunciato che la Turchia aveva istituito centri di reclutamento per combattenti nella Siria nordoccidentale, in zone sotto il controllo delle fazioni fedeli ad Ankara, per inviarli in Libia. A sentire l'Osservatorio, il numero di uomini che hanno raggiunto i militari turchi nel nord della Siria per ricevere addestramento e trasferirsi in Libia è tra i 900 e i 1.000.

Fronte al-Nusra. Da parte sua, Mervan Qamishlo, portavoce della principale alleanza armata che combatte le truppe di Ankara, le forze democratiche siriane, ha detto alla Efe che centinaia di combattenti del cosiddetto Fronte al-Nusra (considerato per lungo tempo la filiale siriana di al Qaeda), dello Stato islamico e dell'Esercito libero siriano, una fazione più moderata, si sono trasferiti in Libia: alcuni si trovavano nei territori a Est del fiume Eufrate e altri a Ovest, a Idlib e Afrín, dove sono presenti le truppe turche che hanno espulso le forze curde con il sostegno dei miliziani siriani che si opponevano al governo di Damasco. ​Qamishlo ha confermato che "ci sono uffici di reclutamento nel territorio attualmente dominato dalla Turchia": "alcuni miliziani dell'Esercito libero siriano non hanno accettato l'offerta", ma "i battaglioni turcomanni fedeli alla Turchia e le fazioni jihadiste (come lo Stato islamico) hanno accettato". Secondo il portavoce dell'alleanza composta principalmente da curdi, "sono stati offerti stipendi molto alti, tra i 1.000 e i 2.000 dollari al mese".

Assistenza  militare. Nei giorni scorsi, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che risponderà favorevolmente alla richiesta di assistenza militare avanzata dal governo di accordo nazionale libico. ​Il voto del Parlamento turco alla mozione per inviare le truppe è atteso a giorni e potrebbe anche anticipare rispetto al previsto. Secondo il sito del giornale Daily Sabah, il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu incontrerà domani i leader dei partiti politici rappresentati in Parlamento, per informarli sulla mozione del governo che richiede il dispiegamento di forze militari nel Paese nordafricano; la mozione, secondo la testata, potrebbe essere messa ai voti in una sessione straordinaria il 2 gennaio. In precedenza, il voto sull'invio di truppe - mossa che segue la richiesta formale di aiuto militare da parte di Tripoli - era previsto tra l'8 e il 9 gennaio.

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