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Esplode deposito di fuochi Cinque morti nel messinese

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Un deposito di fuochi d’artificio è esploso a Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, causando la morte di cinque persone (una era un ferito che poi non ce l’ha fatta, un altro un disperso trovato poi a tarda sera), e il ferimento di altre tre. Tra le vittime anche la moglie del titolare della ditta, di 71 anni, e un figlio, di 37, mentre il proprietario in quel momento non era sul posto. Tra le vittime anche operai di una ditta esterna che stava facendo dei lavori. Due feriti, ricoverati in ospedale con gravi ustioni, sono stati recuperati subito, mentre un terzo è stato trovato vivo dopo circa due ore dall’esplosione, sotto le macerie.

Lo scoppio, fortissimo, sentito a diversi chilometri di distanza, ha coinvolto l’azienda Vito Costa e figli, molto nota nella zona. Secondo una primissima ricostruzione dei Carabinieri (sul posto anche il Ris) ci sarebbero state due esplosioni in quanto gli operai di una ditta esterna stavano facendo dei lavori, a quanto pare di di saldatura con delle saldatrici, e le scintille, forse prodotte da un flex, sono arrivate in una zona dove si trovava la polvere pirica. La procura di Barcellona ha aperto una inchiesta per strage colposa. I vigili del fuoco si sono dovuti muovere con cautela in una situazione di grande rischio.

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nell’esplosione dalle parole del proprietario della fabbrica, che però in quel momento era fuori.

Molti i commenti e le manifestazioni di lutto e di solidarietà per il tragico evento. La segretaria della Cisl Annamaria Furlan ricorda su Twitter il tema delle morti sul posto di lavoro: «A Pozzo di Gotto ancora morte e dolore in un luogo di lavoro. 800 vittime dall’inizio dell'anno. Una strage continua». «Potenziare la sicurezza sul lavoro è un mio obiettivo primario», scrive il ministro del Lavoro , Nunzia Catalfo.

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