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Pd, si materializza l'incubo della scissione

PD

L'incubo del Pd è la scissione renziana che ha una data, il 20 ottobre, ultimo dei tre giorni di kermesse renziana alla stazione Leopolda. Lì dovrebbe partire il nuovo percorso, che comincerà non dalla base, non dai comitati civici Ritorno al Futuro, come aveva progettatoRenzi in un primo momento, ma dai gruppi parlamentari. Con l'accordo fatto sul governo gialloverde e avendo portato a casa tre ministeri e cinque sottosegretari, Renzi potrebbe lavorare sui gruppi, formandone uno autonomo alla Camera e facendo confluire nel Misto i suoi al Senato, dove non è possibile formare nuovi gruppi. Il condizionale è d'obbligo, perchè non tutti, tra i fedelissimi dell'ex rottamatore, sono convinti del passo che si sta per compiere.

Unità. Ma la scissione dei renziani non sarà consensuale. Nicola Zingaretti ha fatto dell'unità la sua bussola e lo stato maggiore del partito è concorde nel ritenere la scelta dell'ex segretario una "follia", nella migliore delle ipotesi. Una "furbata" per i più critici nei confronti dell'ex segretario.    Rosato, coordinatore dei Comitati civici "Ritorno al Futuro", non vuole chiamarla "scissione", ma preferisce parlare di "separazione consensuale". Dario Franceschini bolla come "ridicolo" il solo pensare che ci possa essere un interesse comune nel dirsi addio e per Stefano Vaccari, responsabile dell'Organizzazione della segreteria di Nicola Zingaretti, sarebbe una "follia" lasciarsi "dopo l’unità raggiunta sul governo giallorosso". Quella che per Vaccari è follia, per Carlo Calenda è spregiudicatezza: "La politica italiana è avvincente. Modello Beautiful. Aprono ai 5S, entrano nel Governo e dopo fanno la scissione. Lineare". Ma l'intervento che fa più rumore è quello del capo delegazione dei ministro dem che, da Cortona, sottolinea: "Non voglio credere a questa storia della scissione o quel che ho letto sui giornali, questa storia ridicola della separazione consensuale. Quando spacchi un partito è sempre traumatico, come si fa a pensare che sia consensuale? Zingaretti è il segretario più generoso e inclusivo di tutti". Poi si rivolge direttamente a Renzi: "Non farlo, il Pd è casa tua e casa nostra, è di tutti. Il popolo della Leopolda è una parte del grande popolo del Pd". 

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