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Il prof Johnny Depp tra malattia e liberazione

Cinema/Arrivederci professore

ROMA Scoprire di avere poco tempo da vivere e decidere di sfruttarlo al tutto, afferrando al volo ogni occasione che si incontra. E così, d'un colpo, la vita di Richard, grigia e ripetitiva fino a quel momento, impantanata tra un rapporto complicato con la moglie e un lavoro poco appagante, si trasforma, diventa leggera, vera, cangiante, imprevedibile, colorata.

Johnny Depp è quest'uomo che cambia le carte in corso d'opera, anche perché non ha più scelta. È malato e non ha  tempo. Torna sul grande schermo, stavolta non ringiovanito (come in recenti pellicole), con tutti i segni del tempo sulla faccia, nei panni di un uomo qualunque, un insegnante che riscopre il valore della vita in “Arrivederci professore”, diretto da Wayne Roberts in anteprima al Filming Italy Sardegna Festival  e dal 20 nei cinema distribuito da Notorious Pictures.

Rosemarie DeWitt, Danny Huston, Zoey Deutch, Ron Livingston e Odessa Young accompagnano un Depp inedito in un’avventura che è un po' la rivoluzione-rivelazione personale di un uomo che sceglie di vivere come più gli piace e dedicare tutto sé stesso a ciò che ama davvero: «Scoprirà la figlia, i veri amici e la libertà di esprimere fino in fondo se stesso, di non aver paura», dice il regista.

Il professore Johnny Depp  invita a pensare a  ciò che siamo davvero e a tutto ciò che perdiamo nella corsa della vita quotidiana.

SILVIA DI PAOLA

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