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Blutec: "Mai sottratto i fondi pubblici"

TORINO

TORINO Nessuna sottrazione di soldi pubblici, solo l’interesse del futuro del sito di Termini Imerese: è la difesa di  Roberto Ginatta, presidente del cda del Gruppo Blutec, finito agli arresti domiciliari martedì per malversazione. L’imprenditore, tra i più noti dell’indotto auto torinese, è difeso dallo studio legale  Grande Stevens. «Molto arduo immaginare una preordinata macchinazione per sottrarre fondi pubblici nettamente inferiori ai costi già a oggi sostenuti in proprio per la reindustrializzazione del sito e i relativi progetti occupazionali», spiegano i difensori. Annunciano iniziative per far tornare l’azienda ai proprietari e che Ginatta «confida di poter dimostrare prontamente e in modo oggettivo che tutte le somme ottenute da contributi pubblici sono state impiegate nel progetto Termini Imerese». Mentre i legali parlavano, a Termini gli operai forzavano i cancelli della fabbrica per fare un’assemblea e stabilivano di manifestare a Roma davanti al Mise il prima possibile. E anche in Piemonte non manca la paura per i 300 operai tra Rivoli, Borgaretto e Asti. Ci prova la Regione a rassicurare: «Faremo per quello che ci compete quanto necessario perché non ci siano ripercussioni sulle attività produttive e sul lavoro -, spiega il governatore Chiamparino - sperando che l’accaduto non abbia influenze sulle attività produttive». CRISTINA PALAZZO

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