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Il bisogno della signora al guinzaglio

CARLO BARBIERI

Napoli, via Toledo, domenica ore 20:00. Folla. 

Una signora sulla quarantina, tutta in tiro, si ferma e lascia che il suo pastore tedesco faccia il bisognino sul marciapiede. Solido e, in realtà, non tanto “bisognino”.  Quando il cane finisce, la tizia gli fa “Bravo tesoro” e va via senza pulire.

Trattengo il fiato in attesa delle proteste dei passanti... che però non arrivano. Un signore, fermo sulla soglia di un negozio a tre metri, si limita ad arricciare il naso per la puzza nauseante – forse i pastori tedeschi campano a wurstel e crauti, e questo è il risultato – poi accenna a un “mah”; i passeggiatori si limitano invece a scansare il malloppo senza fare una piega.  

Solo una distinta signora dai capelli bianchi vestita di scuro, uscita probabilmente da uno di quei palazzi che furono eleganti troppo tempo fa, cammeo al collo e al braccio una borsa di pelle che deve avere visto la campagna di Abissinia, storce la bocca e sussurra qualcosa che finisce con “...zoccola”.

Sbotto improvvisamente a ridere.

Mia moglie mi strattona: – Perché ridi?

– L’hai presente la reponsabilità civile degli adulti per gli illeciti commessi dai minori? Ecco, mi dicevo che qui è la stessa cosa. Il colpevole di questa schifezza non è il cane, poverino, ma quella stronza della padrona. È come se la cacca sul marciapiede l’avesse fatta lei.

Mi guarda interdetta: – Ho capito... ma che c’è da ridere tanto?

– C’è che ho immaginato la scena proprio come se la vedessi. Quella tutta elegante, tenuta al guinzaglio dal pastore tedesco, che si alza la gonna e abbassa...

– Shhh che ti sentono.

Riduco il volume: – Abbassa le mutandine e la fa sul marciapiede.

– Che schifo!

– E il cane che alla fine le dice “Brava tesoro”.

– Ma dai!

– E lei si rialza, e sulle mutande c’è scritto “I love dogs”.

– Sei pazzo.

Riprendiamo la passeggiata, arriviamo al bar Gambrinus e torniamo indietro.

Un urlo: – All’anemma ’e chi t’è muort!

Ci giriamo: è stato un signore che ha appena messo il piede sulla cacca di prima. A giudicare da come è spalmata in giro, non è la prima vittima.

– Ste spaccimm’eccane!

Tento di precisare “Non è stato un cane, è stata una signo...” ma mia moglie mi trascina via.   

CARLO BARBIERI

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