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Troppi i bambini nel mirino delle guerre

Bambini

Roma  Una neonata palestinese di 8 mesi è tra le vittime del lunedì di violenza nella Striscia di Gaza. Sono in corso accertamenti sulle cause della morte ma in un primo momento era sembrato che fosse deceduta a seguito delle inalazioni di gas lacrimogeni durante la repressione delle proteste, anche se non è chiaro quanto la famiglia distasse dalla barriera di separazione da Israele. Sette le   vittime minorenni, tra cui un 14enne. Feriti 225 bambini.
È la tragica occasione che riporta di attualità l’appello dell’Unicef per lo «Stop agli attacchi sui bambini». «Durante i primi quattro mesi dell’anno, dalla Repubblica Centrafricana al Sud Sudan, e dalla Siria all’Afghanistan, gli attacchi sui bambini nel corso di conflitti sono continuati ininterrottamente. Con scarso rimorso e ancor meno trasparenza, le parti in conflitto continuano apertamente a ignorare una delle regole basilari durante una guerra: la protezione dei bambini». Lo ha dichiarato Henrietta H. Fore, direttrice generale dell’Unicef. «Non è stata proibita nessuna strategia bellica, non tenendo conto di quanto possa essere letale per i bambini: attacchi indiscriminati su scuole, ospedali e altre infrastrutture civili, rapimenti, reclutamento di bambini, assedio, abusi nella detenzione e negazione dell’assistenza umanitaria sono state tutte pratiche all’ordine del giorno», ha proseguito. «Le regole di guerra proibiscono che si colpiscano illecitamente i civili. Coloro che le infrangono devono essere chiamati a risponderne. Quando è troppo è troppo. Stop agli attacchi sui bambini».

70 gli attacchi su ospedali e strutture sanitarie in Siria nei primi tre mesi dell’anno. 300 strutture scolastiche attaccate dall’inizio del conflitto.

150 i bambini uccisi in Afghanistan e oltre 400 feriti nei primi tre mesi dell’anno.

220 bambini uccisi in Yemen e oltre 330 feriti dall’inizio dell’anno. 4,3 milioni di bambini rischiano di soffrire di fame, +24% rispetto al 2017.

19 mila bambini in Sud Sudan sono utilizzati come combattenti o schiavi. 2,6 milioni sono stati costretti a fuggire dalle proprie case.

OSVALDO BALDACCI

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