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Il settimo sigillo la Juventus ancora campione

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CALCIO Il settimo scudetto di fila, grazie allo 0-0 di ieri sera all’Olimpico contro la Roma, è realtà. E’ il quarto tricolore di Allegri (uno in più di Conte), capace nello stesso periodo di avere vinto pure altrettante edizioni della Coppa Italia: in Europa, nessuno come lui e la Juventus. Cui vanno pertanto tutti i complimenti del mondo: mantenere la stessa fame e la stessa concentrazione  così a lungo non è per nulla semplice. Esserci riuscita è un ulteriore merito, al di là della superiorità tecnica e tattica rispetto alle concorrenti. E’ stata una stagione particolare, per i bianconeri. Pressati da vicino dal Napoli (ieri vittorioso a Genova contro la Samp 2-0). Avendo anche dovuto inseguire, ma senza mai mollare la presa. E rimanendo sul pezzo anche quando sembrava che il tricolore stesse prendendo la strada del Vesuvio: «Uno scudetto da uomini veri», ha detto Buffon. E non si può fare altro che dargli ragione: il Napoli ha spesso giocato meglio ma, per dirla con Allegri, «conta quello che c’è scritto nell’albo d’oro».  Adesso non resterà che festeggiare davanti ai propri tifosi, sabato prossimo in casa contro il Verona: sarà l’ultima partita di Buffon in bianconero (poi, forse, la passerella con la Nazionale) e non solo la sua. SuperGigi chiuderà con sette scudetti uno in fila all’altro: con lui, protagonisti di questa impresa nell’impresa, anche Chiellini, Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio. Lo svizzero emigrerà, Marchisio potrebbe imitarlo e Barzagli smettere: il tempo passa per tutti, ma ancora per quest’anno la Juve è finita davanti a tutti. Non può essere un caso e infatti non lo è, perché la rosa è stata comunque rinnovata strada facendo, inserendo per esempio tra gli ultimi un giocatore come Douglas Costa che ha - lui sì – spostato gli equilibri. E se la truppa ha saputo sopperire agli alti e bassi di Dybala e alla relativa prolificità di Higuain, significa che davvero il gruppo si è dimostrato all’altezza della situazione. Quanto alla partita di ieri, aveva ben poco da dire visto che fin da sabato sera la Roma era certa della partecipazione alla prossima Champions League: la Signora ha controllato, ha chiuso in superiorità numerica (doppio giallo per Nainggolan in cinque minuti, a metà ripresa) e infine festeggiato. Per la seconda volta in pochi giorni, dentro l’Olimpico romano. Quasi a manifestare platealmente i propri quattro quarti di nobiltà.

Domenico Latagliata

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