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Il Belpaese corrotto tra favori e mazzette

Corruzione

ROMA Il 7,9% delle famiglie italiane nel corso della vita (il 2,7% negli ultimi tre anni, l’1,2% negli ultimi dodici mesi) è stato coinvolto direttamente in eventi corruttivi: richieste di denaro, favori, regali o altro in cambio di servizi o agevolazioni. È il quadro preoccupante che emerge dal report Istat “La corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie”, condotto su un campione di 43 mila persone tra i 18 e gli 80 anni. La percentuale di famiglie coinvolte raggiunge il massimo nel Lazio (17,9%) e il minimo nella Provincia di Trento (2%), mentre il settore più colpito è quello del lavoro (3,2% delle famiglie), soprattutto nella fase della ricerca di un impiego, della partecipazione a concorsi o dell’avvio di un’attività (2,7%).

Dalla giustizia alla sanità

A seguire, giustizia e assistenza: tra le famiglie coinvolte in cause giudiziarie, si stima che il 2,9% abbia avuto una richiesta di denaro o favori da parte di magistrati, cancellieri, avvocati o testimoni e lo stesso vale per il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici assistenziali (sussidi, alloggi, pensioni di invalidità). Richieste analoghe hanno ricevuto il 2,4% delle famiglie che hanno avuto bisogno di visite specialistiche, accertamenti, ricoveri o interventi e il 2,1% di quelle che si sono rivolte agli uffici pubblici. Tra le famiglie che hanno acconsentito a pagare, l’85,2% ritiene che «sia stato utile». Nella maggior parte dei casi di corruzione degli ultimi tre anni c’è stata «una richiesta esplicita» da parte dell’attore interessato (38,4%) o questi lo ha fatto capire (32,2%), mentre è meno frequente la presenza di intermediari (13,3%).

Denaro e favori

La contropartita più frequente resta il denaro (60,3%), davanti a commercio di favori, nomine, trattamenti privilegiati (16,1%), regali (9,2%), altri favori (7,6%) o prestazioni sessuali (4,6%). Tra i casi non formalmente classificabili come corruzione, l’Istat stima al 9,7% le famiglie cui è stato chiesto di effettuare una visita a pagamento nello studio privato del medico prima di accedere al servizio pubblico. Intanto ben il 95,7% delle famiglie che hanno avuto richieste corruttive e hanno deciso di non denunciare. Tra i motivi della mancata denuncia: l’inutilità e la paura. Metà delle famiglie (51,4%) pronte a ricorrere di nuovo alla corruzione per ottenere qualcosa.

Il voto di scambio dilaga nel Meridione

Ad oltre 1 milione e 700 mila italiani (il 3,7% della popolazione fra i 18 e gli 80 anni) sono stati offerti denaro, favori o regali per averne il voto alle elezioni amministrative, politiche o europee. È uno dei dati sul fenomeno del voto di scambio contenuti nel report Istat sulla corruzione in Italia. Il voto di scambio risulta più frequente in caso di elezioni amministrative e raggiunge i picchi più alti al sud e nelle isole, dove ne ha avuto qualche esperienza, rispettivamente, il 6,7% e l’8,4% della popolazione. Tutte le regioni del sud - eccetto il Molise - presentano tassi più elevati rispetto alla media, con il massimo del 9,7% in Basilicata. Al centro il tasso è del 3,1%, a nord est dell’1,5, a nord ovest dell’1,3. In cambio del voto sono stati offerti o promessi: favori o trattamenti privilegiati (34,7%), nomine o posti di lavoro (32,8%), denaro (20,6%).

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