Tecno

Una disintossicazione digitale

App

Ultimo fine settimana di giugno, si entra nel vivo delle vacanze estive. Eppure c’è da scommettere che la metà di noi non riuscirà a trascorrere più di un giorno senza controllare la posta elettronica e le conversazioni in chat, da WhastApp a Snapchat passando per Messenger. Lo racconta un’indagine firmata dal colosso della sicurezza informatica McAfee ed emblematicamente battezzato “Disintossicazione digitale: rilassarsi, distendersi e staccare”. A quanto pare di staccare non siamo proprio in grado: i risultati dimostrano infatti che il 54% del campione (3mila persone fra i 18 e i 55 anni sondati in 7 Paesi del mondo) non resiste neanche 24 ore senza inviare un messaggio. E il 38% sta perfino sotto quella soglia. La schiavitù digitale tocca fondamentalmente il lato dei social network: il 37% fa infatti una fatica immane a trattenersi dal postare qualcosa su Facebook, Twitter o Instagram sotto l’ombrellone. Ovviamente il feticcio è lo smartphone: il 27% dice di non essere disposto a separarsene per nessuna ragione al mondo. Eppure molte indagini raccontano che un uso moderato e perfino un periodo di cosiddetta “digital detox” non farebbe male. Come fare dunque a prendersi una pausa, recuperare il piacere di un giornale o un libro e combattere la cosiddetta “fomo”, feat of missing out, la paura di rimanere tagliati fuori dal flusso costante del chiacchiericcio amicale? Se in Giappone sta per sbarcare sul mercato una custodia, Otomos, da fissare al telefonino e che ne blocca le funzionalità oltre un certo uso, la strada migliore passa (ironia della sorte) dalle applicazioni. StepLock (Android) interrompe per esempio alcuni programmi finché non facciamo un po’ d’esercizio, Onward (iOS e Android) ci dà una mano a lottare contro le dipendente digitali (compreso lo shopping compulsivo) e altri titoli come Moment (iOS) o Quality Time (Android) tengono traccia del tempo trascorso sul telefono e ci invitano a stabilire dei livelli oltre i quali dobbiamo staccare completamente. Ma gli appstore sono pieni di simili programmi. E se proprio non basta perché il richiamo è fisico, non rimane che mettersi in tasca non tanto il No Phone (una sagoma di plastica che ricorda quella di uno smartphone) ma almeno il riesumato 3310. Niente app, navigazione da incubo: se davvero serve meglio una cara, vecchia telefonata.

SIMONE COSIMI

 

OnePlus5

I cinesi di OnePlus lanciano il loro nuovo top di gamma. Tradendo in parte le aspettative sul prezzo, che sale, ma d’altronde salgono anche le specifiche tecniche dello smartphone. Sottile, display da 5,5 pollici Amoled Full Hd, monta un processore Snapdragon 835 e dispone di 6 oppure 8 GB di Ram. Eccellenti le fotocamere: sul retro ce n’è una doppia con due sensori Sony da 16 e 20 Megapixel, davanti uno da 16. Costa 499 euro (64 GB) e 559 euro (128 GB).

Freitag sleeve

L’azienda svizzera che ricicla i teloni dei camion e li trasforma in oggetti di design lancia cinque nuove custodie per MacBook. Sono su misura per i diversi modelli degli attuali laptop di Apple: quello da 12 pollici, il Pro da 13, il Pro da 15 e poi gli Air da 13 e 15 pollici. Proteggono grazie a una fodera interna imbottita, un telone da camion piuttosto «tenace» e un’aletta doppiamente sicura, grazie alla combinazione di una chiusura in velcro invisibile e di un cordoncino. Da 75 a 82 euro.

Coco

Avete presente Airbnb per trovare una casa o The Fork per prenotare un tavolo al ristorante? Bene, Coco fa lo stesso ma con gli stabilimenti balneari in giro per l’Italia. L’applicazione, fondata da due giovanissimi ingegneri ex Microsoft, scaccia l’ansia della prima fila sulla sabbia e consente di prenotare e pagare ombrellone, sdraio e lettini dal telefonino in oltre 50 lidi. Ma il numero è in crescita. Per andare in spiaggia senza fretta. Gratis, per iOS e Android.

 

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