preistoria
4:25 pm, 7 Febbraio 22 calendario

L’aspetto del Megalodonte resta un mistero

Di: Redazione Metronews
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Il megalodonte, gigantesco squalo vissuto tra 15 e 3,6 milioni di anni fa, è ancora un mistero: le forme corporee che abbiamo immaginato potrebbero essere ancora lontane da una rappresentazione realistica dell’animale preistorico. Lo dice uno studio, pubblicato sulla rivista Historical Biology, condotto dagli scienziati della DePaul University, che hanno valutato le precedenti ricostruzioni delle fattezze di uno dei predatori oceanici più misteriosi della preistoria.

Megalodonte, un mostro da 20 metri di lunghezza

Secondo ricerche precedenti, il megalodonte, scientificamente noto come Otodus megalodon, poteva raggiungere fino a 20 metri di lunghezza. «Il nostro lavoro – osserva Kenshu Shimada, docente presso la DePaul University e coautore dell’articolo – mostra che non ci sono mezzi scientifici per supportare o confutare nessuna delle ipotesi proposte per descrivere la forma e le dimensioni del corpo di questo interessante, e ancora misterioso, animale».

Solo documentazioni fossili sul Megalodonte

Protagonista di una pellicola cinematografica del 2018 con Jason Statham, il megalodonte è stato studiato solo attraverso la documentazione fossile, che attualmente comprende denti e vertebre. Per ricostruirne le fattezze, diversi ricercatori hanno utilizzato a modello il moderno grande squalo bianco, Carcharodon carcharias, che appartiene alla famiglia degli squali Lamnidae.

Gli autori hanno tuttavia stabilito che non esistono certezze sulle relazioni tra termofisiologia e forma corporea delle due specie. «Tutte le ipotesi sull’aspetto di Otodus megalodon precedentemente proposte – sottolinea Phillip Sternes, uno studente dell’ateneo che si è laureato con Shimada – dovrebbero essere considerate semplici speculazioni dal punto di vista scientifico. Qualsiasi discussione sulla corporatura del megalodonte richiede la scoperta di uno scheletro completo, o quasi, dell’animale». «Non sappiamo ancora come apparisse questo enorme predatore – conclude Jake Wood, altro studente di Shimada e terza firma dell’articolo – e ciò contribuisce a stimolare la nostra immaginazione. Le domande sulle specie preistoriche ancora non del tutto conosciute rendono la paleontologia un campo accademico entusiasmante. Continueremo a cercare ulteriori indizi nella documentazione sui fossili per ricostruire l’aspetto del megalodonte».

7 Febbraio 2022 ( modificato il 17 Giugno 2022 | 16:01 )
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