tragedia mottarone
4:09 pm, 13 Settembre 21 calendario

Il nonno di Eitan indagato per sequestro di persona aggravato

Di: Redazione Metronews
Il nonno di Eitan indagato
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Il nonno materno di Eitan è indagato per sequestro di persona aggravato dalla Procura di Pavia. L’aggravante è riferita alla minore età del bimbo. Prima svolta nell’inchiesta sul sequestro del piccolo sopravvissuto alla strage del Mottarone condotta dal procuratore di Pavia, Mario Venditti. Il nonno materno del piccolo, Shmuel Peleg, 58 anni, è accusato di sequestro aggravato di persona. L’11 agosto scorso il giudice tutelare di Pavia aveva emanato un decreto con cui vietava l’espatrio a Eitan salvo che in presenza o con l’autorizzazione della sua tutrice, la zia Aya. Il decreto era stato trasmesso alla Prefettura e alla Questura di Pavia con l’ordine di diramarlo a tutti i punti di frontiera e di inserirlo nelle banche dati delle forze di polizia che controllano le frontiere.

Il nonno di Eitan indagato

Intanto si è appreso che anche la nonna del piccolo, Etti Peleg, ha partecipato al viaggio del bambino in Israele. Lo ha detto lo zio di Eitan in Italia, Or Nirko. «Sostiene di essere tornata in aereo in Israele il giorno prima per non essere essenzialmente coinvolta nel crimine», ha detto. «Dopo che Eitan è stato rapito, potete immaginare come ci sentiamo», ha aggiunto. «Eitan era uscito per una visita di famiglia e doveva tornare in serata. Abbiamo capito che c’era un problema quando non è tornato. Abbiamo aspettato qualche minuto, e Aya ha iniziato a chiamare i nonni, ma nessuno ha risposto».

I dubbi del Governo israeliano

Secondo i media israeliani un parere legale governativo di esperti dei ministeri degli Esteri e della Giustizia di Tel Aviv avrebbe rilevato che «portare Eitan Biran in Israele, contro la volontà del suo tutore legale, costituisce probabilmente un rapimento». Il documento valuta che la mossa ha violato la Convenzione dell’Aja sugli aspetti civili del rapimento internazionale di bambini, una legge che il Paese ha adottato nel 1991. Secondo la legge, Israele deve fare tutto ciò che è in suo potere per restituire il ragazzo al suo tutore legale in Italia il più presto possibile.

Accertamenti della Farnesina

«Stiamo accertando l’accaduto per poi intervenire», ha detto il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio. «Stiamo studiando, stiamo lavorando. In questo momento non siamo in grado di fare dichiarazioni, ci serve tempo», ha aggiunto l’avvocata Cristina Pagni, che assiste la zia tutrice di Eitan, dopo avere incontrato in tribunale a Pavia i magistrati che si occupano del sequestro, da parte del nonno materno, del bambino sopravvissuto all’incidente del Mottarone. Prima di entrare nel Palazzo di Giustizia, la legale aveva spiegato di voler ribadire ai magistrati che col suo gesto il nonno di Eitan ha violato la Convenzione dell’Aja che disciplina situazioni analoghe a quella del bimbo conteso.

Un’azione impulsiva

Shmuel Peleg «ha agito d’impulso». Lo scrivono in una nota gli avvocati Sara Carsaniga, Paolo Polizzi e Paolo Sevesi che assistono il nonno di Eitan. Secondo i legali, il loro assistito «dopo aver tentato invano per mesi di poter portare la voce della famiglia materna nel procedimento civile di nomina del tutore e dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze e preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d’impulso». Gli avvocati si dicono «fiduciosi che, una volta ripristinata la correttezza del contraddittorio nei vari procedimenti civili, e ottenute rassicurazioni dai medici israeliani, potrà tornare a discutersi del suo affidamento nelle sedi opportune. Le azioni di prepotenza sono sempre sbagliate – hanno aggiunto – però mettiamoci nei panni di un signore che in terra straniera perde 5 familiari tragicamente, al quale i medici non parlano e gli avvocati dicono che il procedimento civile di tutela di Eitan è stato fatto in modo sommario. Confidiamo che Shmuel ritorni ad avere fiducia nelle istituzioni Italiane e ci impegneremo in tal senso».

13 Settembre 2021
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