CENSIS
6:00 am, 5 Ottobre 17 calendario

Si forma online il nuovo immaginario collettivo

Di: Redazione Metronews
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ROMA  L‘immaginario collettivo degli italiani non si delinea più grazie a televisione e cinema, ma si forma su web e social network. E la frattura generazionale tra under 30 e over 65 anni è più che mai netta: lo rivela il Censis nel 14esimo Rapporto sulla comunicazione. Dove  offre qualche sorpresa e diverse conferme, a cominciare dalla crescita degli utenti di internet che ha rallentato il ritmo ma prosegue: nel 2017 gli italiani sul web, grazie a smartphone e social network, sono il 75,2% della popolazione, l’1,5% in più rispetto all’anno scorso (e il 29,9% in più rispetto al 2007).
Il cellulare
La tv resta al primo posto per il 95,5% degli italiani, anche se perde terreno, mentre la radio cede terreno (59,1%). Il telefono cellulare (86,9%) si avvicina ai valori della tv, mentre lo smartphone (69,6%) è il vero protagonista, avendo più che quadruplicato la sua quota in otto anni.
Internet cresce (75,2%), ma a ritmi meno sostenuti e soprattutto grazie agli smartphone, che a loro volta trascinano WhatsApp,  mentre  Facebook (56,2%) e YouTube (49,6%) sono utilizzati da un utente su due. Non sfonda Twitter non sfonda (13,6%), al contrario di Instagram sì, che ha raddoppiato gli utenti negli ultimi due anni (dal 9,8% del 2015 al 21% di oggi).
Gap generazionale
Si conferma il divario digitale tra 14-29enni e  over 65.  I libri restano in una fase critica: 43 italiani su cento ne hanno letto almeno uno (di carta) all’anno, e solo uno su dieci si è concentrato sull’e-book.
 Mentre tra il 2007 (l’anno prima dell’inizio della crisi) e il 2016 il valore dei consumi complessivi degli italiani ha subito una significativa flessione (-3,9% in termini reali), la spesa delle famiglie per gli smartphone ha segnato anno dopo anno un vero e proprio boom: +190% nel periodo 2007-2016, per un valore di poco meno di 6 miliardi di euro nell’ultimo anno. Anche gli acquisti di computer hanno registrato un notevole rialzo (+45,8% nel periodo) mentre i servizi di telefonia si sono assestati verso il basso per effetto di un riequilibrio tariffario (-14,3%, per un valore però di oltre 16,8 miliardi di euro nell’ultimo anno).
METRO

5 Ottobre 2017
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