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Biden, Mosca aspetta i dati ufficiali del voto Usa

Russia

Mosca aspetta a congratularsi con il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, con cui comunque - ha detto il portavoce Dmitri Peskov - punta a costruire un "dialogo".  "Crediamo sia corretto attendere i risultati ufficiali delle elezioni", ha commentato Peskov alla stampa, ricordando che il presidente Vladimir Putin "ha più volte affermato che rispetterà la scelta del popolo americano, qualunque essa sia". Ai giornalisti che gli facevano notare perché, nel 2016, Putin fu uno dei primi leader mondiali a congratularsi senza aspettare i risultati ufficiali, il portavoce ha risposto che "la differenza è piuttosto evidente": in questo caso, "l'attuale presidente ha annunciato azioni legali". In realtà, il presidente russo si è subito congratulato, ad agosto scorso, anche con Aleksandr Lukashenko rieletto presidente della Bielorussia in elezioni però subito contestate dall'opposizione per brogli e manipolazioni. 

Russia e Cina. La Russia, insieme alla Cina e al Brasile sono tra i Paesi che ancora non si sono ufficialmente congratulati con quello che sarà il 46esimo presidente Usa. Secondo Peskov, Mosca la spera comunque che con il "prossimo" inquilino della Casa Bianca sia possibile avere "un dialogo e concordare il modi per normalizzare le relazioni bilaterali". Nonostante il rispetto, a volte quasi reverenziale, sempre espresso da Trump nei confronti di Putin, i rapporti tra i due Paesi in questi anni sono scesi al livello peggiore dagli anni 80. Per Mosca, la politica russofoba di Washington è dettata dall'establishment dalla cui influenza il presidente uscente non è riuscito ad affrancarsi: l'approccio soft al Cremlino da parte del capo della Casa Bianca, che non ha praticamente mai criticato l'operato di Putin, si è scontrato con il consenso bipartisan al Congresso su una linea dura e di misure punitive contro Mosca. Biden non ha fatto mistero che rimetterà l'Ucraina in cima all'agenda, si prevede accetterà con maggiore fiducia rispetto al predecessore i report di intelligence sulle minacce che pone la Russia al processo politico americano e lavorerà per ricostruire i rapporti con la Ue e sanare le fratture nella Nato. "La Russia rimane l'unico Paese, da potenza nucleare, in grado di distruggere gli Usa (e viceversa)", fa notare Nigel Gould-Davies, esperto di Russia all'International Institute of Strategic Studies ed ex ambasciatore britannico a Minsk. Proprio su questo probabilmente è possibile parta con Biden il primo dialogo, visto che il Trattato che regola il numero di testate nucleari, il New Start, è in scadenza a febbraio e sul tavolo c'è un'intesa per rinnovarlo anche solo per un anno in attesa di stilare un nuovo accordo aggiornato. "AL di là delle divisioni tra i rispettivi leader e le differenze polotiche", fa notare Gould-Davies, "è interesse comune evitare una destabilizzante e costosa corsa agli armamenti".

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