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Riforma del Fisco? Ecco cosa serve

Maurizio Guandalini

Dopo la Banca d’Italia anche la Corte dei Conti reclama un rapido abbassamento delle tasse. La stessa velocità richiesta per mettere in piedi un sistema sanitario in grado di affrontare le emergenze, un nuovo sistema scolastico per fronteggiare il ritorno in classe, un moderno piano del lavoro per frenare la crisi industriale. Meno male non siamo nei panni del premier Conte. Che ostenta sicurezza. Non sappiamo se consapevole o se di inconsapevole senno.
La riforma del fisco è cavalcata da massicce dosi d’insipienza. Sciocchezze per dire che si fa, quando è ovvio che finché non ci si liberi dall’ossessione dell’evasione, o peggio, si lega qualsiasi riforma possibile alla presa dell’ultima goccia di nero, è ovvio il risultato capestro. Soprattutto con illegalità e criminalità organizzata in pianta stabile. Abbiamo scritto articolesse, papiri, pamphlet su quello che si potrebbe fare. Partendo, prima della moneta da mettere in tasca, dalla pachidermica macchina dell’Agenzia delle Entrate strutturata più per far paura e raccogliere a randa gli spiccioli. In queste ore circola la notizia che il fisco chiederà il perché a chi lascia molti soldi sul conto corrente. Detta così e capita in questo modo dal cittadino, è una delle tante paure che s’insinua nel rosicchiamento progressivo delle libertà impalpabili, che poi così impalpabili non sono perché almeno con i nostri soldi ci lascerete fare quel cavolo che ci pare? Allora, a Casa Fisco si diano una mossa a collegare le banche dati e a testa bassa inviare ai contribuenti la notula delle imposte e tasse da pagare: guadagnato tot, pagare tot. Non è compito del fisco in generale distribuire denaro. La sola mission filantropica è alleggerire pratiche e scadenze, un brut che genera perdita di tempo e montagne di costi. Il grosso lo tratta la politica, occhio non vede cuore non duole.

MAURIZIO GUANDALINI

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