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Con il popolo di Metro sulle strade e le rotaie d'Italia

l'editore

Eccoci sui binari di partenza, pronti a ripartire come tutte le mattine con coloro che si svegliano di buon'ora per prendere il mezzo pubblico e recarsi al lavoro: insieme all'operaio che va in fabbrica, vicini all'impiegato diretto in ufficio, al pendolare che va a combattere la sua piccola battaglia giornaliera, allo studente che si reca a scuola e all'università e che ci legge seduto sui sedili del treno, del bus e della metropolitana. 

Siamo accanto al Paese reale che vive di lavoro e non di rendite parassitarie, al Paese che produce e investe nel proprio futuro, alla massaia che di buon mattino si reca al mercato, ma anche alla mamma che esce di casa dopo avere preparato la colazione ai suoi bambini. 

E mentre esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi di altre prestigiose testate giornalistiche che hanno chiuso i battenti o presentano drastici tagli occupazionali e gravosi piani di ristrutturazione aziendali, travolte come sono state dalla crisi delle vendite, noi continuiamo a prodigarci per superare con pazienza e con fatica questo lungo stato di emergenza proclamato dal Governo, per il propagarsi di un microscopico virus arrivato da chissà dove e perché e i cui effetti devastanti ancora si sentono brucianti nelle carni e nelle teste dei cittadini. E ora siamo qui con voi a condividere promesse e speranze. 

Ci ritroviamo ancora insieme, da una parte Metro, il più diffuso e letto quotidiano nazionale free press, dall'altra un'Italia radicalmente cambiata, senza certezze, impaurita, serrata e chiusa tra quattro mura per tanti giorni - troppi -, una nazione forse più povera ma più matura, che pretende di non essere più raggirata dai soliti faccendieri e dai comitati di "esperti dell'ultimo minuto" che ci colmano solo di numeri e di chiacchiere.

Metro riparte con la stessa squadra di giornalisti che da venti anni tutte le mattine vi è stata accanto, continuando a credere nella libera intrapresa e nella libertà di stampa e di espressione sanciti dall'art. 21 della nostra Costituzione.

Dopo questo forzato pit stop, noi di Metro ci ritroviamo con rinnovate energie e con tanti progetti, sempre a testa alta, scevri da  condizionamenti di potentati economici, politici o di lobby particolari. Liberi di informare con il nostro format agile e moderno, in maniera stringata ed essenziale, ma in modo completo ed esaustivo. 

Torniamo con il nostro giornale nuovamente on the road, sulla strada, nelle stazioni ferroviarie della Metropolitana e nei bus cittadini di Roma, Milano e Torino, con gli strilloni e con le edizioni cartacee, ma anche on air sul web sugli smartphone e sui tablet dei nostri lettori per raccontare le loro piccole imprese quotidiane e le storie delle nostre città.

Ricaricati dall'ottimismo e dalla concretezza delle idee, pervasi come siamo dallo stesso spirito innovativo e battagliero di sempre e con una forte carica positiva di rinnovamento e rinascita.

PAOLA GARAGOZZO

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